Il mercato del lavoro privato del Friuli Venezia Giulia rallenta nella prima metà del 2026. Nei primi sei mesi dell’anno le assunzioni sono diminuite del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, con oltre 2mila nuovi rapporti di lavoro in meno.
Il dato emerge da un’analisi dell’Ires Fvg elaborata sulla base dei dati Inps. Nel conteggio non sono compresi i lavoratori domestici e gli operai agricoli.
Calano soprattutto somministrazione e contratti a termine
La flessione interessa in particolare alcune delle principali forme contrattuali.
Le assunzioni con contratto di somministrazione sono diminuite del 5,3%, pari a 775 rapporti in meno. Ancora più significativo in termini assoluti il calo dei contratti a termine, scesi del 3,3%, con 1.090 assunzioni in meno.
In diminuzione anche i rapporti stagionali, che registrano una contrazione del 3,5%, corrispondente a 444 assunzioni in meno.
Apprendistato in calo
Il rallentamento coinvolge anche l’apprendistato, una delle forme contrattuali maggiormente rivolte ai giovani.
Nei primi sei mesi del 2026 le assunzioni con questa tipologia sono diminuite del 5%, con 155 rapporti in meno.
In calo, seppure in misura più contenuta, anche le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, che segnano una variazione negativa dell’1,3%.
L’unico dato in crescita riguarda invece il lavoro intermittente, aumentato del 6,2%. Si tratta di una forma contrattuale particolarmente utilizzata nel settore turistico.
Le differenze tra le province
L’andamento non è uniforme sul territorio regionale.
A Udine si registra un aumento del 4,1% sia delle assunzioni a tempo indeterminato sia di quelle in somministrazione. Nella stessa provincia, però, l’apprendistato registra una contrazione del 10,7%.
Nell’Isontino i contratti a termine diminuiscono dell’8,7%.
A Pordenone, invece, si osserva una crescita significativa delle assunzioni stagionali, che aumentano del 22,8%.
In calo anche le cessazioni
Nel primo semestre del 2026 diminuiscono anche le cessazioni dei rapporti di lavoro, che registrano una flessione dell’1,9%.
Tra le interruzioni dei contratti a tempo indeterminato continuano a pesare soprattutto le dimissioni volontarie.
Queste rappresentano infatti il 76,1% delle cessazioni dei rapporti a tempo indeterminato: circa 12.800 su un totale di 16.800.
Meno cassa integrazione, ma cresce quella straordinaria
Un altro elemento dell’analisi riguarda il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Nei primi nove mesi del 2026 sono state autorizzate in Friuli Venezia Giulia quasi 8,5 milioni di ore di cassa integrazione, con una diminuzione complessiva dell’11,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato generale nasconde però un andamento molto diverso tra le due principali componenti.
La cassa integrazione ordinaria è diminuita del 37%, mentre quella straordinaria è aumentata del 74,7%.
Trieste in controtendenza
Tra le province, Trieste presenta una dinamica particolare, essendo l’unico territorio regionale nel quale risultano in crescita entrambe le tipologie di cassa integrazione.
La cassa ordinaria aumenta infatti del 45,3%, mentre quella straordinaria registra un incremento del 15,2%.
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