Moda, il Veneto rafforza il ruolo nella filiera italiana

Al Venice Sustainable Fashion Forum emergono i numeri del comparto: 10mila Pmi e 100mila addetti in Veneto. Export regionale in crescita del 10,9% dal 2019, ma il settore affronta costi, concorrenza e carenza di personale

Il Veneto si conferma uno dei territori centrali della filiera italiana della moda, con una quota del 7% delle esportazioni italiane sulla domanda mondiale, pari a circa il doppio del peso complessivo della manifattura.

รˆ uno dei dati emersi durante la quinta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum, che si รจ svolto alla Fondazione Cini sullโ€™isola di San Giorgio a Venezia. Lโ€™appuntamento ha messo a confronto imprese, istituzioni e rappresentanti del settore sui temi della competitivitร , della sostenibilitร , dellโ€™innovazione e della legalitร .

Diecimila Pmi e 100mila addetti

Il sistema moda veneto puรฒ contare su circa 10mila piccole e medie imprese e 100mila addetti, mentre le esportazioni regionali hanno registrato una crescita del 10,9% rispetto al 2019.

Il peso della filiera non si limita perรฒ alle aziende direttamente impegnate nella moda. Secondo il Just Fashion Transition Pulse 2026, presentato da Teha durante il Forum, per ogni euro di domanda finale generata dal settore vengono attivati 1,95 euro di produzione nellโ€™economia italiana, per un valore complessivo di circa 182 miliardi di euro.

Oltre il 40% del valore aggiunto, delle retribuzioni e delle ore lavorate collegati alla filiera viene inoltre generato al di fuori del settore direttamente considerato.

La concorrenza europea aumenta

La posizione dellโ€™Italia nella manifattura europea della moda resta rilevante, ma la leadership รจ sottoposta a una crescente pressione.

Tra i Paesi dellโ€™Unione analizzati, la Francia รจ lโ€™unica a registrare una crescita sia nel numero delle imprese sia degli addetti e, secondo le proiezioni, potrebbe superare lโ€™Italia giร  nel 2026 per numero di aziende manifatturiere attive.

La stima indica oltre 48mila imprese in Francia, rispetto alle circa 46mila presenti in Italia.

Il ruolo del lavoro straniero

Un altro elemento strategico riguarda il capitale umano.

Nel 2025 i lavoratori stranieri hanno rappresentato il 41,8% delle assunzioni programmate nel tessile, nellโ€™abbigliamento e nelle calzature italiane.

Si tratta di una quota quasi doppia rispetto alla media dellโ€™intero comparto manifatturiero nazionale, a conferma della crescente dipendenza della filiera dalla disponibilitร  di lavoratori provenienti dallโ€™estero.

Il tema delle competenze si intreccia con la situazione demografica italiana e con la necessitร  di garantire alle imprese personale adeguatamente formato.

Legalitร  e condizioni di lavoro

Al Forum รจ stato affrontato anche il tema delle condizioni di lavoro e delle irregolaritร  lungo la filiera.

Secondo i dati presentati da Teha, lโ€™Italia raccoglie il 22% delle menzioni globali relative a presunte violazioni, contro il 25% attribuito alla Cina. Allo stesso tempo, il nostro Paese concentra il 46% delle menzioni relative alle azioni di contrasto.

Il tema รจ stato affrontato anche dal pubblico ministero milanese Paolo Storari, impegnato sul fronte del contrasto al caporalato.

Storari ha denunciato la presenza, anche oggi, di situazioni di grave sfruttamento in alcuni opifici collegati alla moda, richiamando episodi nei quali i lavoratori sarebbero sottoposti a condizioni particolarmente degradanti.

Il magistrato ha inoltre evidenziato come i fenomeni di sfruttamento producano effetti non soltanto sul piano sociale, ma anche sulla concorrenza tra imprese, penalizzando quelle che rispettano le regole.

ยซLโ€™integritร  non รจ negoziabileยป

Sulla necessitร  di intervenire รจ intervenuto anche Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda.

Lโ€™obiettivo indicato รจ evitare che le imprese possano ottenere vantaggi attraverso il mancato rispetto delle normative sul lavoro.

La tutela della dignitร  dei lavoratori viene quindi considerata un elemento inseparabile dalla competitivitร  del settore e dalla costruzione di filiere piรน trasparenti.

Una fase complessa per la moda

Il Forum ha affrontato anche le difficoltร  economiche che stanno interessando il comparto.

La domanda ha rallentato negli ultimi anni, coinvolgendo anche il segmento del lusso, mentre i costi energetici continuano a pesare sulle produzioni.

A questo si aggiungono le conseguenze dei dazi su alcuni mercati e la concorrenza dellโ€™ultra fast fashion, caratterizzata da prezzi difficili da sostenere per molti produttori europei.

La presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron ha sottolineato proprio la necessitร  di aiutare le imprese a investire in tecnologia, trovare nuovi mercati e distribuire il valore in maniera piรน equilibrata lungo la filiera.

ยซShaping Tomorrowยป

Il titolo scelto per la quinta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum รจ โ€œShaping Tomorrowโ€, un richiamo alla necessitร  di preparare il settore alle trasformazioni future.

Per la moda italiana ed europea la sfida riguarda contemporaneamente competitivitร , innovazione, sostenibilitร  economica, capitale umano e legalitร .

 

Redazione

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