Da oggi, domenica 12 luglio, sono scattate le nuove regole sugli autovelox, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto del ministero delle Infrastrutture che stabilisce quali siano gli apparecchi omologati e quali quelli che vanno spenti.
Il Ministero ha comunicato che i dispositivi attivi perchรฉ corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, sono circa 3.150, su un totale di circa 4mila. Quindi circa 850 apparecchi, per continuare a essere operativi, dovranno uniformarsi alle nuove regole.
In ballo c’รจ la sicurezza, ma anche il bilancio di tanti Comuni: nel 2025 in Italia le sanzioni per eccesso di velocitร rilevate con autovelox, tutor e altri sistemi hanno generato complessivamente oltre 284 milioni di euro per gli Enti locali.
“Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti”, ha scritto in un post su X il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
Gli autovelox che potranno continuare a fare multe sono quelli appartenenti a 25 modelli indicati nell’Allegato B del decreto. Non sono perรฒ stati tutti testati dalle autoritร : restano attivi quelli che appartengono ai prototipi menzionati nel testo, a patto che siano anche stati installati secondo una configurazione prevista, che abbiano una taratura valida e che superino tutte le verifiche tecniche obbligatorie. Tutti gli apparecchi che non sono citati nell’Allegato B, per continuare a fornire la base giuridica per emettere le multe, dovranno invece essere omologati.
Il provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica delle apparecchiature impiegate per accertare le violazioni dei limiti di velocitร , con lโobiettivo di introdurre criteri tecnici uniformi su tutto il territorio nazionale. Gli apparecchi dovranno essere tarati prima del loro utilizzo e dovranno essere sottoposti a continue verifiche, almeno una volta allโanno.
Il Codacons chiede la massima trasparenza sui dispositivi utilizzati per il controllo della velocitร e sulle verifiche effettuate dalle amministrazioni competenti.
“Le nuove disposizioni devono contribuire a superare le incertezze che negli ultimi anni hanno alimentato contenziosi e dubbi sulla regolaritร delle sanzioni โ afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons โ- Gli automobilisti devono poter sapere che ogni multa รจ stata accertata mediante dispositivi conformi alla normativa, correttamente installati, verificati e sottoposti alle tarature previste.”
Il Codacons chiede al Ministero di rendere facilmente accessibili e costantemente aggiornate le informazioni sui dispositivi utilizzabili e sulle relative procedure di controllo.
Lโassociazione invita inoltre gli enti proprietari delle strade e gli enti locali competenti a effettuare tempestivamente una ricognizione degli apparecchi installati sulle rispettive reti viarie, verificandone la regolaritร e assicurando la massima trasparenza nei confronti dei cittadini.
“La sicurezza stradale – conclude Tanasi – resta una prioritร assoluta e il controllo della velocitร rappresenta uno strumento importante per prevenire gli incidenti. Proprio per questo gli autovelox devono essere impiegati con rigore, nel pieno rispetto delle norme e senza alimentare il sospetto che possano essere utilizzati prevalentemente per incrementare le entrate degli enti”.
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