È la cosiddetta Banca nazionale delle Terre Agricole a mettere in vendita per conto di Ismea ben 9mila ettari di terreni pubblici destinati, si spera a giovani imprenditori. La vendita è particolarmente semplice dal momento che tutti i lotti in vendita sono disponibili sino alla fine del mese di agosto nel sito dell’Ismea. Lo Stato conta di incassare ben 121 milioni di euro che è una bella cifra ma che soprattutto riporterebbe a funzioni produttive terreni che per tante ragioni non sono stati coltivati. Altro aspetto di non poco conto è che con il sistema attuale anche la legalità avrà una preponderanza non trascurabile.
I terreni si distribuiscono capillarmente su tutta Italia, con una netta maggioranza nel Sud. Sicilia (27% della superficie), Puglia (12%), Toscana (10%), Basilicata (9%) e Umbria (8%) guidano la graduatoria regionale. E i tempi? Dal 14 settembre al 14 novembre: apertura ufficiale per la presentazione delle offerte telematiche. Ogni interessato dovrà inserire online la documentazione richiesta e i dati per la propria candidatura d’acquisto. Ci saranno poi una serie di norme per assegnare comunque agli interessati i terreni.
L’accesso è riservato a persone fisiche, società e, come novità 2026, enti del Terzo Settore aventi mandato di custodia sui terreni messi in vendita. La normativa vigente esclude tassativamente dalla partecipazione soggetti condannati per caporalato.
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