Bruxelles attiva il meccanismo di crisi per la pesca e l’acquacoltura, accogliendo le istanze portate al tavolo europeo dal Governo Italiano. L’annuncio è arrivato ieri con una nota diffusa dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che rivendica il ruolo di protagonista giocato dall’Italia nel convincere l’Unione a muoversi.
La decisione dell’Ue viene presentata come l’esito diretto della pressione esercitata da Roma durante l’ultimo Consiglio Agrifish, sede in cui la delegazione italiana aveva posto l’accento sulla necessità di intervenire con strumenti straordinari a favore di un settore messo in ginocchio dalla dinamica dei prezzi dell’energia e dalle conseguenze economiche delle tensioni geopolitiche internazionali.
Secondo il titolare del MASAF, l’Italia si è mossa come capofila nel sollecitare una risposta comunitaria concreta, rivolta a un comparto già indebolito da scelte normative che nel tempo ne avrebbero compromesso la capacità produttiva. Lollobrigida parla apertamente di politiche ideologiche che hanno ridotto i margini operativi delle imprese ittiche, e chiede ora un cambio di rotta a livello europeo: “L’attivazione del meccanismo di crisi per la pesca e l’acquacoltura da parte della Unione Europea è un risultato straordinario raggiunto grazie all’Italia“, afferma il Ministro, sottolineando come il provvedimento vada esattamente nella direzione indicata da Roma: “quella di garantire continuità operativa alle imprese, salvaguardare l’occupazione e difendere la sovranità alimentare europea“.
Nella lettura data dal Governo Italiano, la misura adottata dall’Unione rappresenta un segnale di discontinuità rispetto a impostazioni ritenute eccessivamente rigide, e apre la strada a un possibile rafforzamento degli strumenti straordinari di intervento a sostegno di lavoratori e imprese investiti da crisi congiunturali, come sottolinneato da Lollobrigida: “È fondamentale che l’Europa continui su questa strada, abbandonando approcci ideologici e rafforzando strumenti straordinari di intervento capaci di rispondere alle crisi reali che colpiscono lavoratori e imprese.”
Il Ministro dell’Agricoltura conclude rivendicando per l’Italia un ruolo di riferimento politico all’interno dell’Ue, indicando nella partita sulla pesca la prova concreta di un’influenza negoziale capace di orientare le decisioni comunitarie su dossier sensibili per l’economia nazionale: “L’Italia rappresenta un punto di riferimento politico chiaro nell’Unione europea e questa ne è la dimostrazione“.
Foto: MASAF
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