Turismo, Via Francigena in crescita: Santanché “strategia cammini che funziona”

Il Ministro del Turismo esprime soddisfazione per l'aumento dei pellegrini e l'internazionalizzazione del percorso. Investimenti e leggi a supporto del turismo lento.

Il 2025 segna un anno di forte crescita per la Via Francigena, con numeri in aumento che testimoniano l’efficacia della strategia dei cammini. Il Ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando che i dati raccolti sono un segnale positivo per lo sviluppo virtuoso del settore turistico italiano.

Numeri in crescita per la Via Francigena

Secondo i dati dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), le credibilità distribuite sono aumentate del 35,95% nel 2025, con un +5,6% di punti di distribuzione e un +117,96% di pellegrini che hanno ricevuto il prestigioso Testimonium a Roma. Quasi 20.000 credenziali sono state distribuite e 132 punti di distribuzione del passaporto del pellegrino sono stati attivati, contribuendo a una maggiore facilità di accesso e a una internazionalizzazione sempre maggiore del percorso.

Un altro dato interessante riguarda la composizione internazionale dei pellegrini, con una quota del 53% di visitatori stranieri provenienti principalmente da Stati Uniti, Francia, Germania, Australia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.

Un turismo destagionalizzato e sostenibile

La destagionalizzazione del turismo lungo la Via Francigena rappresenta un ulteriore successo della strategia. I dati suggeriscono che il periodo prediletto per partire è settembre, con il 19% delle partenze, seguito da aprile (13%), maggio (12%) e ottobre (12%), rendendo i mesi di “spalla” una parte fondamentale della stagione turistica.

Gli obiettivi del percorso sono molteplici: spiritualità (28,2%), condivisione (41,5%), interesse culturale (25%) e turismo (23,4%) sono le motivazioni principali che spingono i pellegrini a percorrere il cammino.

Investimenti per sostenere il turismo lento

Soddisfatta dell’andamento positivo, Santanchè ha commentato: “Numeri importanti, sicuramente sostenuti dal Giubileo, che ribadiscono con forza la rilevanza strategica della Via Francigena e, in generale, del turismo lento per lo sviluppo virtuoso dell’industria e per il benessere socioeconomico di tutta la Nazione.”

A sostegno di questa crescita, il Ministero del Turismo ha già stanziato oltre 30 milioni di euro per i cammini, oltre alla recente approvazione di una legge che destina 5 milioni di euro a tale scopo. Questi investimenti mirano a consolidare ulteriormente lo status della Via Francigena come un asset strategico, contribuendo a sostenere il turismo in aree meno conosciute dell’Italia e a favorire una distribuzione più equa dei flussi turistici.

Un impatto positivo per i territori

Il Ministro ha anche sottolineato l’importanza dei cammini nel promuovere la crescita e lo sviluppo di territori che, spesso, sono a rischio di spopolamento. “È fondamentale sottolineare come la Via Francigena e cammini in generale contribuiscano a sostenere il turismo anche in aree meno note della nostra Italia,” ha concluso la Santanchè.

In questo modo, la Via Francigena non solo si conferma come una delle principali destinazioni del turismo lento, ma rappresenta anche un motore di sviluppo economico e sociale per numerosi territori italiani, portando benefici alle comunità locali e stimolando una forma di turismo più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Foto: MITUR
Redazione

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