Saldi invernali 2026 a Torino e in Piemonte: spesa media stabile a 150 euro

Confesercenti stima mezzo miliardo di giro dโ€™affari in regione: il 92% รจ interessato agli sconti, ma gli acquisti dipendono dallโ€™occasione giusta

Saldi invernali

I saldi invernali 2026 partono in Piemonte sabato 3 gennaio e si concluderanno il 28 febbraio, con aspettative complessivamente in linea con lo scorso anno. Secondo la consueta indagine di Confesercenti condotta tra consumatori e commercianti, la spesa media prevista a Torino e in regione rimarrร  stabile: circa 150 euro a persona, per un giro dโ€™affari complessivo stimato attorno a mezzo miliardo di euro.

Il dato piรน rilevante รจ lโ€™alto interesse dei piemontesi: il 92% dei consumatori si dichiara intenzionato ad approfittare degli sconti. Tuttavia, lโ€™entusiasmo non si traduce automaticamente in acquisti: in un contesto di consumi ancora cauti, la parola dโ€™ordine รจ selettivitร . Solo una parte degli intervistati ha giร  deciso cosa comprare, mentre la maggioranza sceglierร  solo davanti a unโ€™offerta davvero convincente.

Confesercenti: โ€œIl saldo รจ diventato sostitutivo, non piรน aggiuntivoโ€

A spiegare il clima รจ Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, che sottolinea un cambiamento ormai strutturale nel comportamento dei clienti. Lโ€™abbigliamento resta la categoria dominante, ma risente di due fattori: la concorrenza aggressiva del web e le difficoltร  economiche delle famiglie, che continuano ad adottare un approccio prudente.

Secondo Banchieri, oggi il saldo non รจ piรน percepito come un extra, ma come un momento utile per acquistare ciรฒ che non si รจ comprato prima: โ€œPer molti, il saldo รจ diventato sostitutivo di spese non fatte nella stagione ordinaria: non unโ€™occasione per concedersi qualcosa in piรน, ma per rinnovare il guardaroba con attenzioneโ€.

Quando scatta lโ€™acquisto: il ruolo decisivo dellโ€™occasione giusta

La ricerca di Confesercenti fotografa un consumatore attento e razionale. Il comportamento dโ€™acquisto si divide in due grandi gruppi:

  • il 40% ha giร  deciso cosa comprare, quindi entrerร  nei negozi con un obiettivo preciso;

  • il 52% acquisterร  solo se troverร  lโ€™offerta adeguata, dimostrando che lo sconto da solo non basta: serve anche valore percepito e convenienza reale.

Questo trend conferma che i saldi restano importanti, ma funzionano soprattutto quando lโ€™offerta รจ credibile e immediatamente vantaggiosa.

Negozi fisici ancora centrali, ma lโ€™online รจ ormai strutturale

Dal punto di vista dei canali, i negozi continuano ad avere un ruolo decisivo: lโ€™87% di chi รจ interessato ai saldi prevede di comprare almeno un prodotto in un punto vendita fisico. Ma lโ€™e-commerce non รจ piรน marginale: il 54% dichiara che acquisterร  anche online e, considerando la sovrapposizione, almeno il 41% farร  shopping sia offline sia sul web.

Confesercenti registra un segnale positivo: una parte dei clienti torna nei negozi di prossimitร , ma lโ€™online continua a โ€œdrenareโ€ consumi, soprattutto tra i piรน giovani. In questo scenario, i punti vendita fisici hanno un vantaggio competitivo chiaro: consulenza, fiducia, possibilitร  di confronto immediato e qualitร  percepita delle offerte.

Cosa compreranno i piemontesi: maglioni in testa, boom di cappotti e piumini

Anche nel 2026, la lista dei prodotti piรน richiesti conferma alcune certezze. A guidare le preferenze sono:

  • maglioni e felpe (58%), ancora i capi piรน desiderati;

  • gonne e pantaloni (33%);

  • intimo (32%);

  • magliette e top (30%);

  • cappotti e piumini (27%), in forte crescita rispetto agli ultimi anni.

Proprio cappotti e piumini segnano il dato piรน interessante: dopo diverse stagioni di inverni miti, questi capi erano scesi sotto il 15% delle preferenze, mentre questโ€™anno il meteo sembra favorire la corsa ai prodotti piรน pesanti. Buon interesse anche per calzature, abbigliamento sportivo e capi legati alla montagna, con segnali positivi anche per lโ€™abbigliamento da sci.

Calendario criticato: inizio troppo vicino alle feste

Non tutti, perรฒ, sono convinti che la data di partenza sia ideale. Molti commercianti interpellati ritengono che iniziare il 3 gennaio sia penalizzante, perchรฉ una parte della clientela รจ ancora fuori cittร  per le festivitร . Secondo diverse opinioni, sarebbe stato meglio partire qualche giorno dopo. Per questo, il vero banco di prova potrebbe essere il weekend successivo, quando il flusso tornerร  piรน stabile.

Turismo decisivo: alberghi oltre il 90% di occupazione fino allโ€™Epifania

A sostenere lโ€™avvio dei saldi, soprattutto a Torino, potrebbe essere il turismo. Confesercenti segnala infatti che per il weekend dei saldi e fino allโ€™Epifania lโ€™occupazione alberghiera supera il 90%. Un dato che fa sperare in un impatto positivo anche sul commercio: โ€œI turisti possono compensare i torinesi ancora fuori cittร  e contribuire alla riuscita dei primi giorni di saldiโ€ย spiega Banchieri.

Una stagione che parte bene, ma dipende dalla fiducia

Il quadro che emerge รจ chiaro: i saldi 2026 in Piemonte hanno un potenziale importante grazie allโ€™interesse diffuso, ma gli acquisti reali dipenderanno da fattori concreti: qualitร  dello sconto, convenienza percepita, disponibilitร  economica e capacitร  dei negozi di valorizzare lโ€™esperienza dโ€™acquisto. Con il supporto dei turisti e un inverno piรน โ€œveroโ€, Torino e la regione potrebbero trovare nei saldi unโ€™occasione utile, anche se non si prevedono piรน gli assalti di un tempo.

Redazione

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