Manovra 2026, oggi l’audizione di Confcommercio: Detassare anche i contratti rinnovati nel 2024

Nel corso dell’esame odierno in Senato, l’Associazione sottolineerà la necessità di ampliare la platea dei beneficiari e rafforzare la spinta a consumi e crescita.

Si tiene oggi, 4 novembre, l’audizione di Confcommercio sulla legge di bilancio 2026, nell’ambito del ciclo di incontri programmati fino al 6 novembre in Senato, che coinvolgono oltre 70 soggetti, tra organizzazioni datoriali, sindacati e realtà del Terzo Settore. Il calendario delle audizioni si concluderà con l’intervento del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, previsto per giovedì 6 novembre alle ore 14.30.

Nel corso dell’audizione, Confcommercio ha espresso apprezzamento per alcune misure contenute nella manovra, ma ha anche evidenziato criticità e richiesto correttivi, in particolare sul fronte del lavoro e del sostegno ai consumi. Il Presidente Carlo Sangalli ha affermato: “La manovra va certamente nella giusta direzione. Quello che chiediamo è di fare in modo che venga considerato anche l’anno 2024, perché è un anno in cui sono stati stipulati importanti contratti”.

Sulla stessa linea, il Segretario Generale Marco Barbieri, che ha sottolineato: “Bisogna intervenire anche sul contratto collettivo nazionale di lavoro del turismo e del terziario per la detassazione del 5% dei rinnovi contrattuali”, aggiungendo: “Bisogna intervenire sul costo del lavoro e bisogna dare più soldi ai dipendenti attraverso la defiscalizzazione dei rinnovi contrattuali. Ma defiscalizzare i rinnovi contrattuali vuol dire defiscalizzarli tutti compreso quello del terziario che questa legge di Bilancio non prevede”.

Confcommercio valuta positivamente l’approccio prudente ai conti pubblici, ma ribadisce la necessità di misure più incisive per stimolare la crescita economica, sottolineando l’urgenza di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e alleggerire il costo del lavoro. In un documento ufficiale, l’Associazione afferma: “Apprezzabili la riduzione della seconda aliquota IRPEF, l’alleggerimento del prelievo fiscale sugli aumenti contrattuali, sebbene limitato ai redditi fino a 28mila euro, il ridisegno dell’Isee familiare, la superdeduzione del costo del lavoro per i neoassunti e le misure di ‘pace fiscale’ con ampia e generalizzata rateizzazione delle cartelle iscritte a ruolo”.

Tuttavia, Confcommercio ritiene indispensabile adottare alcuni aggiustamenti alla manovra per incentivare i consumi, proponendo:

  • Estensione del taglio IRPEF allo scaglione di reddito fino a 60.000 euro;

  • Graduale detassazione delle tredicesime;

  • Prosecuzione del processo di abolizione dell’IRAP.

Il dibattito sulla legge di bilancio 2026 prosegue mentre il Governo valuta ulteriori modifiche, tra cui una rimodulazione della norma sui dividendi delle holding con attività estera, attraverso un meccanismo di credito d’imposta per evitare doppie imposizioni e frenare la fuga di capitali. Sul tavolo anche un possibile ritocco alla cedolare secca per gli affitti brevi turistici, e interventi sulle cartelle esattoriali, in particolare una nuova sanatoria – la cosiddetta “rottamazione quater quinquies” – che prevede fino a 54 rate bimestrali, senza maxi-rata iniziale.

La manovra da 18 miliardi di euro, approvata il 17 ottobre dal Consiglio dei Ministri, destina risorse a fisco, famiglie, imprese, sanità e pensioni, finanziata per circa 10 miliardi da tagli alla spesa pubblica e 8 miliardi da nuove entrate. Tra le misure principali:

  • Riduzione dell’IRPEF dal 35% al 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro;

  • Flat tax al 5% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali del 2025-2026, per redditi fino a 28.000 euro;

  • Sconto fiscale sul salario accessorio per i dipendenti pubblici;

  • 2,4 miliardi in più per la sanità nel 2026;

  • Nuove detrazioni per famiglie e bonus mamme maggiorato fino a 60 euro al mese per lavoratrici con due figli e reddito sotto i 40.000 euro.

Confcommercio tra le varie richieste, sottolinea la necessità che la manovra non dimentichi chi ha rinnovato i contratti nel 2024, né i comparti che non beneficiano attualmente della detassazione prevista. L’obiettivo, secondo l’Associazione, resta dare slancio alla domanda interna, sostenere le imprese e aumentare il reddito disponibile delle famiglie.

Approfondimenti: Confcommercio
Redazione

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