Taranto รจ tornata in piazza per esprimere la sua rabbia contro il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. I cittadini, insieme alle associazioni locali e a esponenti politici, si sono riuniti in un sit-in in piazzetta Gandhi, accanto alla Prefettura, per dire no a una decisione che ritengono dannosa per la salute e l’ambiente. L’iniziativa รจ stata promossa dal movimento Giustizia per Taranto, che ha sottolineato come l’autorizzazione del governo, nonostante il parere contrario del sindaco di Taranto, del sindaco di Statte, del presidente della Provincia e del presidente della Regione Puglia, rappresenti una prosecuzione di un modello produttivo che continua a sacrificare salute, ambiente e dignitร della cittร .
La protesta: “Un modello che continua a sacrificare Taranto”
“Non accettiamo un’Aia che continua a uccidere“, รจ stato il grido forte dei manifestanti. L’obiettivo era portare in piazza la voce di una cittร che pretende giustizia. Per il movimento, l’atto del governo autorizza la continuazione di un modello industriale che non tiene conto delle conseguenze devastanti per lโambiente e per la salute pubblica. “Si autorizza la prosecuzione di un modello produttivo che continua a sacrificare la salute, l’ambiente e la dignitร di Taranto”, hanno dichiarato i promotori della protesta.
Il futuro della cittร : un bivio cruciale
Taranto รจ di nuovo a un bivio, come ricordato dagli organizzatori. Sessant’anni fa, quando si decise di costruire la fabbrica, la cittร ha fatto i conti con scelte difficili e con le conseguenze per la sua salute e il suo ambiente. Oggi, il movimento denuncia che non รจ piรน il momento di parole generiche, silenzi o accordi al ribasso. “O si sta con chi vuole davvero cambiare il destino della cittร o si finisce per legittimare ed essere complici dell’ennesimo atto criminale”, hanno ribadito i manifestanti, chiedendo una reazione forte e determinata.
Le richieste: dismissione degli impianti inquinanti
Nel comunicato, il movimento chiede che i consiglieri comunali si oppongano a qualsiasi accordo che non punti alla dismissione definitiva degli impianti inquinanti. “Non puรฒ esistere nessuna ‘compensazione’ accettabile in cambio della nostra salute”, รจ stato sottolineato, evidenziando come qualsiasi tentativo di mediazione o “compensazione” non possa mai giustificare il sacrificio della salute dei cittadini.
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