Un miliardo: รจ questa la perdita del potere dโacquisto dei piemontesi nella seconda metร del 2022; le famiglie stanno spendendo sempre di piรน per avere una quantitร di beni in continua diminuzione. A stimarlo รจ lโufficio studi di Confesercenti.
Il peggioramento delle prospettive รจ dovuto, in primo luogo, agli aumenti record registrati dai prezzi dellโenergia nel corso dellโestate: aumenti che si scaricheranno proprio sulle bollette autunnali, portando lโincremento dei prezzi ai livelli massimi dellโanno; il tasso di inflazione salirร nella media dei prossimi tre mesi ad almeno il 9,1%, oltre mezzo punto in piรน rispetto al giร elevato dato del periodo estivo (+8,4%) e tre punti in piรน nel confronto con il periodo primaverile.
Per contrastare questo prolungato aumento dei prezzi, le famiglie hanno utilizzato fino a ora i propri risparmi, scesi giร nel trimestre primaverile di ben 2,3 punti in quota di Pil. Ma i margini a disposizione dei consumatori sono ormai ridotti al lumicino. Le tendenze al ribasso dellโoccupazione non consentono infatti di prevedere alcun incremento del reddito disponibile e lโaumento dei tassi di interesse limita le possibilitร legate al credito.
Anche se la tendenza a usare la liquiditร accumulata negli anni passati si dovesse mantenere, essa sarebbe insufficiente a compensare il calo di potere dโacquisto, con una perdita secca di consumi in negozi, mercati, bar e ristoranti stimabile in 300 milioni di euro per lโultimo trimestre dellโanno: ormai il calo non riguarda piรน i soli beni extralimentari (i piรน โcomprimibiliโ) ma anche gli alimentari. E questo nellโipotesi โ ottimistica โ che lโoccupazione non cali ulteriormente e che il tasso di inflazione continui a conservarsi al di sotto della media europea.
โIn questo quadro โ dice Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte โ la prioritร rimane porre un freno alla corsa delle tariffe energetiche, in modo da preservare il potere dโacquisto delle famiglie e contenere il boom dei costi fissi delle imprese, motore principale dellโaumento dei prezzi. Ma il probabile crollo della spesa pone unโulteriore criticitร per le attivitร della distribuzione commerciale, che si attendono di vivere il Natale piรน freddo โ dal punto di vista dei consumi โ dal 2020, anno della pandemia. ร dunque necessario continuare a intervenire per attutire lo shock dovuto allโaumento della crisi energetica. Le risorse ci sono: tra inflazione e lโincremento dei prezzi di gas, energia e carburanti, nei primi otto mesi dellโanno il gettito Iva รจ aumentato di oltre 18 miliardi. Risorse destinate ad aumentare ancora nellโultima parte dellโanno, e che devono essere restituite allโeconomia sotto forma di sostegni a imprese e famiglieโ.
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