Confesercenti Piemonte: 1 miliardo di perdita di potere d’acquisto per i consumatori

Giancarlo Banchieri

Un miliardo: รจ questa la perdita del potere dโ€™acquisto dei piemontesi nella seconda metร  del 2022; le famiglie stanno spendendo sempre di piรน per avere una quantitร  di beni in continua diminuzione. A stimarlo รจ lโ€™ufficio studi di Confesercenti.

Il peggioramento delle prospettive รจ dovuto, in primo luogo, agli aumenti record registrati dai prezzi dellโ€™energia nel corso dellโ€™estate: aumenti che si scaricheranno proprio sulle bollette autunnali, portando lโ€™incremento dei prezzi ai livelli massimi dellโ€™anno; il tasso di inflazione salirร  nella media dei prossimi tre mesi ad almeno il 9,1%, oltre mezzo punto in piรน rispetto al giร  elevato dato del periodo estivo (+8,4%) e tre punti in piรน nel confronto con il periodo primaverile.

Per contrastare questo prolungato aumento dei prezzi, le famiglie hanno utilizzato fino a ora i propri risparmi, scesi giร  nel trimestre primaverile di ben 2,3 punti in quota di Pil. Ma i margini a disposizione dei consumatori sono ormai ridotti al lumicino. Le tendenze al ribasso dellโ€™occupazione non consentono infatti di prevedere alcun incremento del reddito disponibile e lโ€™aumento dei tassi di interesse limita le possibilitร  legate al credito.

Anche se la tendenza a usare la liquiditร  accumulata negli anni passati si dovesse mantenere, essa sarebbe insufficiente a compensare il calo di potere dโ€™acquisto, con una perdita secca di consumi in negozi, mercati, bar e ristoranti stimabile in 300 milioni di euro per lโ€™ultimo trimestre dellโ€™anno: ormai il calo non riguarda piรน i soli beni extralimentari (i piรน โ€œcomprimibiliโ€) ma anche gli alimentari. E questo nellโ€™ipotesi โ€“ ottimistica โ€“ che lโ€™occupazione non cali ulteriormente e che il tasso di inflazione continui a conservarsi al di sotto della media europea.

โ€œIn questo quadro โ€“ dice Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte โ€“ la prioritร  rimane porre un freno alla corsa delle tariffe energetiche, in modo da preservare il potere dโ€™acquisto delle famiglie e contenere il boom dei costi fissi delle imprese, motore principale dellโ€™aumento dei prezzi. Ma il probabile crollo della spesa pone unโ€™ulteriore criticitร  per le attivitร  della distribuzione commerciale, che si attendono di vivere il Natale piรน freddo โ€“ dal punto di vista dei consumi โ€“ dal 2020, anno della pandemia. รˆ dunque necessario continuare a intervenire per attutire lo shock dovuto allโ€™aumento della crisi energetica. Le risorse ci sono: tra inflazione e lโ€™incremento dei prezzi di gas, energia e carburanti, nei primi otto mesi dellโ€™anno il gettito Iva รจ aumentato di oltre 18 miliardi. Risorse destinate ad aumentare ancora nellโ€™ultima parte dellโ€™anno, e che devono essere restituite allโ€™economia sotto forma di sostegni a imprese e famiglieโ€œ.

Redazione

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