Siamo alla seconda parte dellโintervista allโOnorevole Romina Mura riguardo la proposta di legge sul congedo dal lavoro per le donne che soffrono di dismenorrea. Le opinioni in proposito sono diverse e contrastanti, soprattutto tra le maglie del mondo femminile.
La presidente di Unindustria di Treviso, Maria Cristina Piovaseno, ha cassato la pdl e ha definito lโiniziativa del tutto inappropriata, oltre ad essere contraria allโinteresse delle donne.
Onorevole Mura, che ne pensa?
Rispetto il pensiero della Presidente Piovaseno e ne comprendo anche le osservazioni e preoccupazioni rispetto allโimpatto che il congedo potrebbe avere sulle aziende e al rischio, sottolineato anche da alcune rappresentanti sindacali, che a causa di questo โapparente privilegioโ, le stesse aziende potrebbero scegliere di non assumere donne. Credo perรฒ che se organizzassimo un gruppo di lavoro in cui sono rappresentate tutte le parti interessate, potremo ragionare sul tema e sforzarci di trovare una formulazione del congedo, o di altre misure, o se si vuole di una particolare organizzazione del lavoro per le lavoratrici affette da dismenorrea. Ribadisco, la nostra proposta di legge non รจ la soluzione definitiva, semmai un contributo per la discussione intorno al problema. Perchรฉ su una cosa, immagino, concordiamo. La dismenorrea esiste e ne sono affette diverse lavoratrici. Proviamo a fare una riflessione costruttiva? Io non ho alcun problema a ritirare la mia proposta di legge di fronte a unโaltra di maggiore efficacia.
In che misura รจ stata influente lโiniziativa dellโazienda di Bristol Coexist?
La Coexist di Bristol ha fatto una scelta aziendale importante. Senza alcuna imposizione legislativa, ha scelto di riconoscere una situazione di disagio, evidentemente impattante sulla stessa produttivitร . Una buona prassi che sarebbe interessante che altre aziende sperimentassero. Per quanto riguarda il nostro lavoro di predisposizione della pdl, abbiamo interpretato lโesperienza Coexist come la dimostrazione che il congedo per le donne affette da dismenorrea non entra in conflitto con unโefficiente organizzazione aziendale tesa alla produttivitร . E partendo da questa considerazione, abbiamo provato a dare un contributo alla discussione, di fatto, giร presente nel nostro Paese.
In Europa il congedo mestruale รจ stato una novitร , in realtร nel resto del mondo non รจ cosรฌ: in Oriente esiste dal secondo dopoguerra. In Giappone รจ stato introdotto il seirikyuuka (letteralmente congedo fisico) nel 1947, in Indonesia nel 1948, a Taiwan nel 2013 e nel Sud Corea nel 2001. Perchรฉ questo ritardo?
Se guardiamo al nostro Paese, il ritardo nellโaffrontare questa tematica, come tutte quelle relative alle differenze di genere, non mi stupisce. Continuiamo a essere, nonostante i tanti passi avanti determinati, principalmente, da precise disposizioni legislative e azioni positive, il paese in cui il numero di donne in politica, nei posti apicali delle aziende sia pubbliche che private, nelle istituzioni sono in numero di gran lunga inferiore rispetto agli uomini. Gli asili aziendali e nei luoghi di lavoro pubblici sono ancora pochi. Solo con il governo Renzi abbiamo costruito le condizioni legislative per cancellare la vergognosa prassi delle dimissioni in bianco, le cui principali vittime sono sempre state le donne. E non dimentichi che in Italia la violenza sessuale a danno delle donne era considerata, fino al 1996, reato contro la morale pubblica e non contro la persona.
Cโรจ il rischio che, qualora il congedo venisse introdotto, comporti un calo del salario femminile?
Le lavoratrici oggi, a paritร di competenze e mansioni, guadagnano lโ11% in meno rispetto ai loro colleghi uomini. Vogliamo interrogarci su questo e provare a intervenire, anzichรฉ spenderci in un processo alle intenzioni e demolire un ragionamento che vorrebbe costruire una maggiore qualitร di vita delle lavoratrici affette da dismenorrea grave?
Perchรฉ tra i firmatari non cโรจ alcun deputato uomo? Avete provato a coinvolgerne qualcuno?
Voglio pensare che i colleghi deputati abbiano sottovalutato la proposta di legge perchรฉ io non sono stata abbastanza efficace nel raccontarla. Perรฒ confesso che rispetto alla stessa ho riscontrato una chiusura pressochรฉ paritaria. Ma non mi arrendo. Anche grazie al vostro prezioso supporto e insieme alle associazioni che da anni fanno una battaglia in tal senso, proverรฒ, ancora, a sensibilizzare rispetto alla necessitร di definire misure e unโorganizzazione del lavoro che semplifichino la vita lavorativa delle donne che soffrono di dismenorrea.
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