Una proposta di legge che ha fatto e farร discutere per diverso tempo: il congedo dal lavoro per le donne affette da dismenorrea, una delle ย problematiche piรน diffuse in Italia relative ai disturbi del ciclo mestruale. Un tema divenuto oggetto di curiositร e dibattito che necessariamente sfocia nellโambito delle piรน generali differenze di genere.
Dallโinteresse alla critica (o al sostegno, seppur raro), il passo รจ stato breve. I dubbi, gli interrogativi e il confronto scaturiti sono emersi soprattutto tra le maglie del mondo femminile.
La proposta di legge 3781 prevede la possibilitร di un congedo lavorativo di almeno tre giorni per patologie accertate come la dismenorrea. Una prospettiva che ha sollevato problematiche piรน ampie della proposta in se che toccano temi complessi inerenti le pari opportunitร e le differenze tra i sessi, argomenti che notoriamente in Italia faticano a decollare.
La proposta di legge รจ stata presentata dalle deputateย Romina Mura, Daniela Sbrollini, Simonetta Rubinato e Maria Iacono e ha avviato una nuova fase nel complesso processo di analisi relativo le differenze di genere: partire dalle effettive differenze per restituire uguaglianza tra i generi.
Abbiamo chiesto un commento allโOnorevole Romina Mura, prima firmataria della proposta di legge, che in unโintervista esclusiva rilasciata al Corriere dellโEconomia ha chiarito: โInnanzitutto lโoggetto della legge, come chiaramente si legge nel titolo della stessa, รจ lโistituzione del congedo per le lavoratrici che soffrono di dismenorrea e non del congedo mestruale, come erroneamente si รจ detto e scritto nei mesi scorsi. E infatti la proposta legislativa istituisce il congedo, fino a un massimo di tre giorni lavorativi mensili, esclusivamente per le lavoratrici che soffrono di dismenorrea, non di tutte le lavoratriciโ.
Qualche dato
Dal testo presentato in parlamento si legge: โIn Italia i dati sulla dismenorrea sono allarmanti: dal 60 per cento al 90 per cento delle donne soffrono durante il ciclo mestruale e questo causa tassi dal 13 per cento al 51 per cento di assenteismo a scuola e dal 5 per cento al 15 per cento di assenteismo nel lavoroโ.
Le percentuali riguardanti lโincidenza di una patologia come quella della dismenorrea femminile cambiano in base allโetร e agli stili di vita, tanto che proprio le donne occidentali sembrano essere maggiormente affette da questo disturbo. Sul sito www.fertilitycenter.itย si legge che โlโincidenza della dismenorrea variaย dal 14% al 60%ย della popolazione femminile ed รจย influenzata da diversi fattori come lโetร , la paritร , leย abitudini voluttuarie, lโetnia, lโattivitร professionale. Lโetร piรน colpita sembra essere quella compresaย tra i 20 e 40 anni; lโetnia europea presenta unโincidenza superiore ย rispetto alle australiane (55% vs.ย 44%) e alle bretoni (32%). Percentuali piรน elevate di dismenorrea sono state riscontrate in donne provenienti dagli strati sociali piรน abbienti, mentre il livello di istruzione sembra essere poco importanteโ. Altro fattore discriminante nella diffusione ย della patologia riguarda il lavoro: โ La dismenorrea colpisce di piรน le donne che svolgono attivitร lavorativa extradomesticaย (47%) rispetto alle casalingheโ. Un dato che stimola una riflessione e che mette il fenomeno inevitabilmente in relazione ย con la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati.
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