Umbria: “Cambiare prospettiva per far crescere la Regione”. Ecco il mantra della Cna

La sfida per il futuro consiste nel coniugare l’innovazione spinta con l’alta qualità della vita.

“Dobbiamo cambiare la prospettiva con cui guardiamo all’Umbria, coniugando l’innovazione con l’alta qualità della vita, se vogliamo tornare ad avere una regione nella quale sia conveniente investire, lavorare e, soprattutto, vivere”. È il messaggio che CNA Umbria ha lanciato dall’auditorium di San Francesco al Prato, a Perugia, dove ha tenuto la propria assemblea annuale con un titolo evocativo “Umbria felix: Perché conviene investire, lavorare e vivere in Umbria” e tanti ospiti previsti. Gli spunti per la discussione arriveranno dal report che CNA Umbria ha commissionato al Cresme Ricerche per mettere in luce i principali punti di forza del territorio.

“Sono almeno quindici anni che siamo focalizzati sulle criticità dell’Umbria – ha esordito il presidente regionale della CNA, Michele Carloni -. Oggi non intendiamo nasconderle, ma vogliamo provare a guardare all’Umbria da una nuova prospettiva perché riteniamo che esistano le condizioni perché possa diventare il centro nevralgico di un nuovo modello di sviluppo, alternativo a quelli che caratterizzano le città metropolitane. Un cambio di prospettiva che deve riguardare tutti: istituzioni, forze sociali, imprese, lavoratori e cittadini”. Tra i punti di forza dell’Umbria emersi dal report del Cresme, illustrato da Lorenzo Bellicini, direttore dell’istituto di ricerche, c’è sicuramente la qualità della vita.

“Una qualità caratterizzata da un verde urbano diffuso, un senso di sicurezza maggiore che altrove, un tasso di occupazione più elevato della media nazionale, un sistema sanitario fatto di tanti medici e ospedali, una speranza di vita più alta. Accanto a questa gli altri principali asset del territorio che sono emersi sono l’elevata capacità del saper fare e un sistema manifatturiero in trasformazione; una maggiore disponibilità abitativa, con case di dimensioni medio-grandi a prezzi inferiori rispetto ad altre regioni; un turismo in crescita costante; infine le tante opportunità che possono nascere dalle future trasformazioni necessarie in materia energetica, ambientale e digitale”.

“Il momento ideale per aprire il confronto sul futuro dell’Umbria è adesso – prosegue Carloni -, perché si è già aperta la discussione sulla prossima programmazione dei fondi comunitari 2028-2034, che rappresentano le principali risorse che la nostra regione dedica al sostegno dello sviluppo delle imprese e del territorio. Nel lavoro che ci aspetta, si potrebbe partire da un nuovo storytelling sulla nostra manifattura, che si sta trasformando da anni, durante i quali ha innovato, ha accresciuto le dimensioni medie delle imprese, ha migliorato progressivamente i propri prodotti e diversificato i mercati di riferimento. Per il settore il tema dei temi continuerà ad essere quello della crescita dimensionale di tutte le varie tipologie d’impresa, a cui si aggiungeranno il trasferimento tecnologico verso le imprese più piccole e i sostegni volti a garantire il passaggio generazionale anche nelle imprese artigiane e commerciali”. Per CNA le future trasformazioni in tema di ambiente, energia e tecnologia se ben gestite rappresenteranno nuove opportunità di lavoro per le imprese del territorio e favoriranno la nascita di nuove imprese. “Bene l’autoproduzione di energia, sulla quale pure la Regione ha investito, ma è necessario anche sviluppare l’agrivoltaico e l’eolico: siamo convinti che si possa trovare un compromesso accettabile per la collettività tra la difesa del paesaggio e la necessità di raggiungere l’indipendenza energetica territoriale. Poi c’è anche tutto il discorso degli scarti di produzione, rispetto ai quali la Regione dovrebbe dotarsi di una normativa ad hoc come hanno fatto in Veneto ed Emilia Romagna per consentire alle imprese, nel rispetto della legalità, di riutilizzarli come sottoprodotti anziché farli finire impropriamente nel ciclo dei rifiuti, che a sua volta va chiuso, magari con la realizzazione di impianti per la produzione di CSS che può essere utilizzato come combustibile dalle imprese energivore. Sul piano tecnologico, la cablatura di tutte le zone industriali favorirà l’uso dell’intelligenza artificiale e l’automazione dei processi produttivi che interesseranno un numero crescente d’imprese” – ha concluso il Presidente regionale della CNA, Michele Carloni.

Redazione

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