Crisi d’impresa, in Veneto triplicate le richieste di composizione negoziata

Le domande sono passate da 132 nel 2024 a 413 nel 2026. Lo strumento consente alle aziende in difficoltà di continuare l’attività mentre trattano con creditori e banche per il rilancio.

La composizione negoziata è sempre più utilizzata dalle imprese venete per affrontare le situazioni di crisi senza arrivare alla chiusura. Lo confermano i dati dell’Osservatorio Unioncamere, secondo cui le richieste presentate nella regione sono passate da 132 al 15 maggio 2024 a 252 nel 2025, fino alle 413 rilevate nel 2026.

In appena due anni le domande sono quindi più che triplicate, portando il Veneto al quarto posto in Italia per numero di procedure, dietro Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.

Uno strumento per continuare a produrre

La composizione negoziata permette alle aziende in difficoltà di affrontare la situazione con il supporto di un esperto indipendente, avviando un confronto con banche, fornitori e altri creditori.

L’impresa può continuare la propria attività mentre vengono individuate possibili soluzioni per riequilibrare la situazione finanziaria. In determinate condizioni può inoltre chiedere al tribunale misure di protezione contro azioni esecutive e pignoramenti.

L’obiettivo è quindi evitare che una difficoltà finanziaria si trasformi automaticamente nella cessazione dell’attività, preservando nel frattempo produzione, occupazione e competenze.

Il confronto con il resto del Nordest

La crescita interessa anche i territori vicini. In Friuli Venezia Giulia le richieste sono passate da 21 nel 2024 a 47 nel 2025, fino a 75 nell’ultima rilevazione.

Considerando anche Trento e Bolzano, l’intero Nordest è passato da 164 a 520 procedure nello stesso arco temporale.

Il fenomeno evidenzia una diffusione crescente degli strumenti destinati alla gestione delle crisi aziendali, in particolare nei territori caratterizzati da una forte presenza manifatturiera.

Energy, la procedura nel Padovano

Tra i casi più recenti figura quello di Energy Spa, società di Sant’Angelo di Piove di Sacco, nel Padovano, quotata su Euronext Growth Milan e attiva nella produzione di sistemi di accumulo per le energie rinnovabili.

Dopo un semestre caratterizzato da un calo dei ricavi del 28% e una perdita di 11,3 milioni di euro, l’azienda ha depositato il primo ottobre l’istanza di composizione negoziata.

La società ha chiesto al tribunale di bloccare pignoramenti e revoche degli affidamenti e ha presentato un piano che punta a raggiungere il pareggio operativo entro la fine del 2027. Nel frattempo l’attività produttiva prosegue e sono circa 80 i dipendenti coinvolti.

Vetrerie Riunite e Fantic Motor

Un altro esempio riguarda Vetrerie Riunite, azienda con 225 lavoratori specializzata nella produzione di vetro per elettrodomestici. Il percorso viene portato avanti insieme al nuovo proprietario, il fondo Oxy Capital, che ha confermato gli investimenti e il progetto di rifacimento del forno.

Anche Fantic Motor, attiva nei comparti delle moto e delle e-bike, ha fatto ricorso alla procedura nel giugno 2025. Ad agosto sono stati approvati accordi di ristrutturazione sottoscritti da oltre il 60% dei creditori, con la nascita di una nuova società operativa e un investitore disponibile a immettere circa 20 milioni di euro.

Pro-Gest, accordo sul debito

Nel Trevigiano rientra tra le situazioni più rilevanti quella di Pro-Gest, gruppo della carta e degli imballaggi della famiglia Zago.

L’azienda, con ricavi per circa 550 milioni di euro, ha raggiunto a gennaio un’intesa con i principali finanziatori su un debito superiore a mezzo miliardo di euro. L’accordo prevede lo spostamento dei rimborsi al 2030.

Una soluzione sempre più diffusa

I dati mostrano quindi una crescita significativa dell’utilizzo della composizione negoziata in Veneto. L’aumento delle richieste interessa aziende di dimensioni e settori differenti e coinvolge realtà alle prese con problemi finanziari, difficoltà di mercato o necessità di riorganizzazione.

La procedura punta a offrire alle imprese un periodo per intervenire sulle criticità mantenendo attiva la produzione, attraverso il confronto con creditori e finanziatori e la ricerca di un possibile percorso di rilancio.

 

Redazione

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