Ad agosto 2026, erano disponibili su Airbnb 571.982 annunci relativi ad alloggi in Italia, con una crescita esponenziale che non accenna a fermarsi (38.587 annunci in piรน rispetto ad agosto 2025, con un incremento del 7,2%). Tra le cittร italiane maggiormente interessate dal fenomeno troviamo Roma con 37.387 annunci, Milano con 26.610, Firenze con 13.902, Napoli con 11.497 e Venezia con 9.042. Per quanto riguarda le regioni, la pole position spetta alla Toscana, con 72.771 annunci, seguita dalla Lombardia con 66.619, dalla Sicilia con 57.335 e dal Lazio con 51.871. La densitร maggiore si registra in Liguria (5,34 annunci per kmq), mentre lโincremento maggiore si รจ verificato in Friuli-Venezia Giulia (+21,5% rispetto ad agosto 2025).
Sono queste le principali evidenze rilevate dal centro studi di Federalberghi, che – con il supporto di due istituti di ricerca indipendenti (lโitaliana Incipit consulting e la statunitense Inside Airbnb) – monitora costantemente il mercato degli affitti brevi, analizzando le offerte disponibili su Airbnb. Il rapporto completo, comprensivo delle schede sulle singole regioni, รจ disponibile nella sezione โrapporti e indaginiโ del sito www.federalberghi.it
A richiesta degli organi di vigilanza, Federalberghi puรฒ svolgere degli approfondimenti relativi a regioni, province e comuni, nonchรฉ fornire la lista degli annunci di competenza dei relativi territori.
E poi la Federalberghi interviene in maniera decisa:
- Non รจ vero che si tratta di forma integrative del reddito perch+ sono attivitร economiche a tutti gli effetti. Piรน di due terzi degli annunci (il 67,5%) sono pubblicati da persone che amministrano piรน alloggi, con casi limite di soggetti che gestiscono piรน di 15.000 alloggi.
- Non รจ vero che si condivide lโesperienza col titolare perchรฉ quattro annunci su cinque (lโ81,8%) si riferiscono allโaffitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno.
- Non รจ vero che si tratta di attivitร occasionali in quanto piรน della metร degli annunci (il 57,6%) si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi lโanno.
- Non รจ vero che tendono a svilupparsi dove cโรจ carenza di offerta per gli alloggi sono concentrati soprattutto nelle grandi cittร e nelle principali localitร turistiche dove รจ maggiore la disponibilitร di esercizi ufficiali.
MISURE DI SICUREZZA ALEATORIE
Ne รจ un esempio lโestintore: la legge prevede che ce ne debba essere almeno uno in ogni appartamento in locazione breve, ma solo il 55,6% degli annunci su Airbnb (equivalente in numero assoluto a 317.970) ne dichiara la presenza. Il kit di primo soccorso risulta solo nel 39,9% dei casi (228.086) e il rilevatore di fumo nel 33,1% (189.456). La cassaforte รจ presente solo nel 16% degli annunci (91.353) e la camera da letto con una serratura nel 7,7% (43.887).
LโOBBLIGO DI PUBBLICARE IL CIN SPESSO VIENE ELUSO Nel 2024 รจ entrata in vigore la disciplina nazionale sul Codice Identificativo Nazionale la quale dispone che โchiunque propone o concede in locazione breve o per finalitร turistiche una unitร immobiliare ad uso abitativo o una porzione di essa, nonchรฉ il titolare di una struttura turistico-ricettiva alberghiera o extralberghiera, รจ tenuto ad esporre il CIN allโesterno dello stabile in cui รจ collocato lโappartamento o la struttura, (โฆ) nonchรฉ ad indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.โ A dispetto dellโobbligo di legge, ad agosto 2026 84.324 annunci su Airbnb (il 14,7% del totale) erano privi del CIN. In aggiunta a questi, erano presenti sul portale 1.659 annunci che si dichiarano esenti da questo obbligo. Tuttavia, anche in questo caso, qualcosa non quadra: lโunica eccezione ammessa dalla legge riguarda gli alloggi che vengono affittati per periodi superiori a un mese, ma solo 119 di quanti dichiarano di essere esenti hanno impostato un minimum stay maggiore o uguale a trenta notti. Considerando che la mancata esposizione del CIN รจ punibile con una sanzione da 500 a 5.000 euro, ed รจ applicabile anche ai portali, รจ in gioco una potenziale mega-multa da oltre 421 milioni di euro.
LE CONSEGUENZE Il consumatore รจ ingannato due volte – in quanto viene tradita la promessa di vivere unโesperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettivitร e del mercato. Si pone inoltre con tutta evidenza un problema di concorrenza sleale, che danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza.
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