La metalmeccanica veneta lancia lโallarme per il rischio occupazionale legato alla crisi del settore manifatturiero. Secondo Confimi Industria Veneto, circa 50 mila posti di lavoro potrebbero essere coinvolti tra imprese metalmeccaniche e indotto. Al centro della protesta ci sono i costi energetici e del lavoro piรน elevati sostenuti dalle aziende europee rispetto ai concorrenti esteri e il livello dei dazi sui semilavorati importati da Paesi fuori dallโUnione Europea. Per questo motivo Confimi manifesterร lunedรฌ 7 settembre a Bruxelles insieme a Eurometal, la Federazione europea del settore siderurgico.
La protesta di Confimi a Bruxelles
Confimi Industria Veneto porterร la questione della crisi metalmeccanica allโattenzione delle istituzioni europee. La manifestazione organizzata per il 7 settembre a Bruxelles sarร realizzata insieme a Eurometal, con lโobiettivo di chiedere misure a sostegno del comparto manifatturiero.
La richiesta degli imprenditori รจ mantenere la produzione industriale in Europa e tutelare la competitivitร delle aziende del settore. Secondo Confimi, il problema riguarda in particolare la differenza tra le condizioni produttive europee e quelle dei Paesi extra Ue.
La concorrenza dei prodotti extra europei
Uno degli elementi evidenziati dallโassociazione riguarda lโimportazione di semilavorati di alluminio e ghisa prodotti fuori dallโUnione Europea. Secondo Confimi, questi prodotti entrano oggi nel mercato europeo con dazi compresi tra lโ1,6% e lโ1,8%.
Gli imprenditori considerano questa situazione una forma di concorrenza difficile da sostenere per le aziende europee, che devono affrontare costi maggiori legati a energia e personale. Il timore รจ che la pressione sui prezzi possa compromettere la capacitร produttiva delle imprese metalmeccaniche italiane.
Il quadro occupazionale del settore
Secondo il presidente di Confimi Veneto Raffaele Zanon, dal 2019 il comparto metalmeccanico avrebbe perso circa 1 milione di posti di lavoro. In Veneto, lโassociazione stima un possibile coinvolgimento di circa 3.500 piccole officine metalmeccaniche, nelle quali lavorano circa 35 mila operai. Considerando anche lโindotto collegato alla filiera, il numero complessivo dei posti a rischio potrebbe arrivare a 50 mila.
Costi energetici e competitivitร delle imprese
Le aziende del settore devono confrontarsi con una struttura dei costi considerata piรน elevata rispetto ai concorrenti internazionali. Tra gli elementi indicati da Confimi figurano in particolare:
- il costo dellโenergia;
- il costo del personale;
- la pressione competitiva sui prezzi.
La richiesta a Governo e Unione Europea
Confimi Industria Veneto rivolge la propria richiesta sia al Governo italiano sia alle istituzioni dellโUnione Europea. Lโobiettivo รจ introdurre strumenti capaci di sostenere il settore e garantire condizioni piรน equilibrate per le imprese.
La richiesta principale riguarda la necessitร di difendere la produzione manifatturiera in Europa, mantenendo attive le filiere industriali e tutelando lโoccupazione.
Seguici su
Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.