Si è svolto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) il tavolo tecnico interministeriale dedicato all’ex Ilva, con l’obiettivo di analizzare il quadro industriale, economico e occupazionale del gruppo alla luce del recente provvedimento della Corte d’Appello di Milano e delle conseguenze che potrebbe generare sul sistema produttivo.
La riunione, coordinata dalle strutture tecniche del Mimit e convocata dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha rappresentato un seguito operativo del confronto avviato la settimana precedente a Palazzo Chigi con le parti sociali.
All’incontro hanno preso parte i Commissari Straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria e Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, insieme ai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), del Ministero per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di coesione, oltre a Invitalia.
Le proposte dei sindacati: continuità produttiva e tutela del lavoro
Nel corso del confronto, le organizzazioni sindacali hanno presentato le proprie proposte per affrontare la fase di transizione dell’ex Ilva. Le priorità indicate riguardano la salvaguardia dell’unità industriale del gruppo, la continuità delle attività produttive, il percorso di risanamento ambientale, la decarbonizzazione degli impianti e la protezione dei livelli occupazionali.
Le amministrazioni coinvolte hanno avviato un approfondimento sulla concreta applicabilità delle proposte avanzate, mentre proseguono le analisi relative agli aspetti industriali, finanziari, ambientali e occupazionali delle offerte attualmente in valutazione.
Jindal conferma l’interesse per la procedura di gara
Sul fronte delle manifestazioni di interesse, il gruppo indiano Jindal ha confermato la volontà di proseguire nell’ambito dell’attuale procedura di gara in corso.
Le amministrazioni hanno chiarito che gli operatori interessati all’intero perimetro industriale previsto dal bando, comprendente sia l’area a caldo sia quella a freddo, hanno la possibilità di presentare nuove proposte o apportare miglioramenti a quelle già depositate.
Un’eventuale revisione del perimetro industriale o delle condizioni della gara richiederebbe invece l’avvio di un nuovo procedimento attraverso la pubblicazione di un ulteriore avviso, con il rischio di un allungamento delle tempistiche.
Nodo finanziario e tempi legati alla sospensione dell’area a caldo
Tra gli elementi al centro delle valutazioni del Governo rientrano anche i tempi collegati al provvedimento della Corte d’Appello relativo alla sospensione delle attività produttive dell’area a caldo, intervenuto dopo l’avvio della procedura di gara.
Parallelamente viene monitorata la situazione economica di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, che continua la propria attività anche grazie alle risorse del prestito ponte autorizzato dalla Commissione europea. Tali fondi, tuttavia, sono destinati a terminare nei prossimi mesi e non sono previste ulteriori erogazioni.
Nuovi incontri con territorio, imprese e indotto
Il confronto istituzionale proseguirà con una serie di appuntamenti dedicati ai diversi soggetti coinvolti.
Il prossimo incontro sarà il Tavolo Taranto, convocato su richiesta degli enti locali per discutere dei progetti di investimento nell’area, accelerarne l’attuazione e individuare opportunità per nuova occupazione.
Successivamente il Ministero incontrerà Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e le principali imprese siderurgiche italiane, con l’obiettivo di approfondire il possibile contributo del settore alla costruzione di nuove prospettive industriali per l’ex Ilva.
Giovedì 6 agosto sarà invece dedicato al confronto con le aziende dell’indotto, particolarmente colpite dalla riduzione delle commesse e dalle difficoltà legate alla fase di transizione dello stabilimento.
Verso il tavolo di Palazzo Chigi
Le indicazioni raccolte durante gli incontri con Sindacati, istituzioni e imprese saranno successivamente portate al tavolo di Palazzo Chigi, la cui convocazione è prevista per l’inizio di settembre.
In quella sede saranno valutate le decisioni da assumere per definire il futuro percorso dell’ex Ilva, tenendo insieme le esigenze industriali, la sostenibilità ambientale e la tutela dell’occupazione.
Foto: MIMIT
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