ยซIl porto ungherese di Triesteยป: ha usato questa definizione, il premier ungherese Peter Magyar che, in visita a Roma, ha incontrato a Palazzo Chigi il primo ministro italiano Giorgia Meloni confermando, tra le prioritร del suo nuovo governo, il completamento del terminal logistico situato nellโarea dellโex raffineria Aquila, nella zona sud del porto di Trieste, acquisita dallโUngheria.
ยซHo invitato la presidente del Consiglio a effettuare una visita in Ungheria e abbiamo concordato di sostenere il lavoro di investitori italiani e ungheresi, oltre al completamento del porto ungherese di Triesteยป, ha scritto lo stesso Magyar su Instagram al termine dellโincontro con Meloni.
Il progetto, sviluppato da Adria Port, societร controllata dal ministero degli Affari Esteri e del Commercio Estero ungherese, rappresenta uno dei piรน importanti investimenti logistici di Budapest sullโAdriatico. Con un impegno finanziario di circa 200 milioni di euro, il terminal dovrebbe entrare in operativitร nel 2028 e punta a garantire allโUngheria uno sbocco diretto sul mare, rafforzando la competitivitร delle sue esportazioni e lโaccesso ai mercati globali.
Lโinfrastruttura sorgerร su unโarea di circa 32-34 ettari inclusa nel regime di Porto franco e sarร dotata di una banchina lunga 650 metri, capace di ospitare navi di grandi dimensioni, comprese unitร bulk carrier e feeder. I lavori di banchinamento sono giร in corso, mentre sul fronte terrestre il progetto potrร contare sul collegamento con la rete ferroviaria nazionale, attraverso la nuova stazione di Aquilinia, sviluppata con il supporto di RFI. Parallelamente, avanza anche lโintegrazione ferroviaria tra il Nord Adriatico e il mercato magiaro.
Adria Port Zrt. ha infatti siglato un accordo strategico con GYSEV Cargo per sviluppare un collegamento marittimo-ferroviario stabile tra Trieste e lโUngheria. Lโintesa, firmata da Pรฉter Garai per Adria Port e da Andrรกs Riegler e Pรฉter Tisza per GYSEV Cargo, mira a creare servizi ferroviari regolari, favorendo lโintegrazione delle infrastrutture intermodali e una cooperazione logistica di lungo periodo. Negli ultimi anni, Budapest ha progressivamente rafforzato la propria presenza nello scalo del Friuli Venezia Giulia, considerato strategico per intercettare i traffici provenienti dal Mediterraneo e diretti verso lโEuropa centrale.
La nuova infrastruttura si inserisce infatti in una piรน ampia strategia ungherese di autonomia logistica, finalizzata a ridurre la dipendenza dai porti del Nord Europa e a consolidare i corridoi commerciali lungo la direttrice adriatica. A conferma della centralitร del progetto, nei giorni scorsi il management di Adria Port ha partecipato a Budapest a una riunione tecnica con il Comitato Trasporto Marittimo dellโassociazione degli spedizionieri ungheresi e con lโAssociazione dei Porti Danubiani Ungheresi, ospitata al Budapest Freeport Logistics. Al centro del confronto lo stato di avanzamento del terminal, le capacitร previste, i collegamenti ferroviari e lโintegrazione dei flussi merci ungheresi nei servizi marittimi attivi su Trieste.
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