Il caro energia minaccia le imprese del Trentino: stimati 251 milioni di euro in più nel 2026

L’impennata dei prezzi energetici rischia di comprimere i margini delle imprese, con un aumento stimato del 13,5% delle bollette, in particolare per i settori energivori

Le imprese del Trentino-Alto Adige si preparano ad affrontare un significativo incremento dei costi energetici nel 2026. Secondo un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’aumento delle bollette energetiche per le aziende della regione potrebbe arrivare a 251 milioni di euro, un rincaro che porterebbe la spesa complessiva da 1,864 miliardi di euro nel 2025 a circa 2,116 miliardi nel 2026, con un incremento del 13,5%.

Le cause del rincaro

Il rincaro dei prezzi energetici è strettamente legato alle tensioni internazionali e alla volatilità dei mercati. Le previsioni si basano su un prezzo medio dell’energia elettrica di 150 euro per megawattora e del gas di 50 euro per megawattora, mantenendo il rapporto di tre a uno tra le due fonti energetiche che si è registrato negli ultimi anni. Se le tensioni geopolitiche dovessero persistere, i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente, mettendo a rischio la competitività delle imprese.

Settori più vulnerabili

I settori più energivori, come la metallurgia, l’industria alimentare, la chimica, la logistica e i servizi come commercio, alberghi e ristorazione, sono particolarmente esposti agli aumenti dei costi energetici. Anche le filiere locali del Trentino-Alto Adige, come quelle legate alla trasformazione alimentare e ai prodotti tipici, subirebbero un impatto negativo, rischiando di veder erosi i propri margini di profitto.

Impatto nazionale e necessità di interventi

A livello nazionale, si stima che i rincari energetici possano costare al sistema produttivo italiano quasi 10 miliardi di euro in più nel 2026. La Cgia di Mestre suggerisce che, per contenere l’effetto di questi aumenti, sarebbe necessario un intervento sia a livello europeo, con il disaccoppiamento del prezzo del gas da quello dell’energia elettrica, sia a livello nazionale, con una riduzione degli oneri di sistema e delle componenti fiscali che pesano sulle bollette aziendali.

Redazione

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