Coldiretti: accordo Mercosur non soddisfacente e mancanza di fiducia nella Von der Leyen

Per Coldiretti l'accordo Mercosur, nonostante alcuni miglioramenti, non soddisfa: mancanti reciprocità obblighi con agricoltori europei e tutela della salute dei consumatori. Pronti a riscendere in piazza il 20 gennaio a Strasburgo.

Il Governo italiano ha ottenuto alcuni miglioramenti nell’ambito dell’accordo con il Mercosur, ma per Coldiretti, le modifiche non sono sufficienti a garantire una protezione adeguata per i prodotti agricoli italiani. Un importante passo in avanti è stato fatto con il passaggio dalla soglia originaria del 10% al 5% per l’attivazione delle clausole di salvaguardia, un risultato che mira a proteggere i settori agricoli più sensibili. Tuttavia, l’organizzazione agricola ritiene che, nonostante questi aggiustamenti, la reciprocità e la tutela sanitaria rimangano questioni irrisolte.

Coldiretti ha più volte richiesto che il Governo italiano imponesse il divieto di importazione di prodotti contenenti residui di sostanze vietate in Europa. La risposta ora è attesa dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale, secondo l’Associazione, deve tradurre gli impegni assunti in regolamenti concreti che impongano un principio di reciprocità valido non solo per il Mercosur, ma per tutti gli scambi commerciali: “Ora la Presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia”

Questo principio implica che i Paesi che vogliono esportare verso l’Europa debbano rispettare gli stessi standard produttivi, sanitari ed ambientali richiesti alle aziende agricole europee.

Coldiretti ha espresso la propria preoccupazione anche riguardo al fatto che l’accordo, così com’è, potrebbe avvantaggiare l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci che in Europa sono severamente vietati, ma che vengono esportati nei Paesi del Mercosur per poi rientrare nel mercato europeo sotto forma di cibi. Questo, secondo Coldiretti, metterebbe a rischio la salute dei consumatori e delle comunità agricole, alimentando un modello produttivo che va contro gli interessi dei contadini europei.

Nonostante le rassicurazioni ottenute, l’Associazione agricola continua a denunciare che il rischio di delocalizzazione della produzione resta un tema cruciale. Molti settori produttivi, infatti, hanno scelto di spostare la propria attività fuori dall’Europa, ma Coldiretti continua a sostenere che l’agricoltura europea debba essere protetta, garantendo la continuità della produzione locale.

A questo punto, la palla passa interamente nelle mani della Commissione Europea, che è chiamata a rispondere alle richieste di Coldiretti. Se non arriveranno risposte concrete, l’Associazione annuncia una mobilitazione permanente e conferma la partecipazione alla manifestazione di Strasburgo il 20 gennaio 2026. Lì, continueranno a ribadire il loro “no” a un accordo che considerano dannoso per il settore agricolo europeo e favorevole agli interessi di altri settori industriali.

Redazione

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