Taglio dei tassi Bce, così la mappa dei mutui in Italia

L'indagine Fabi: nel biennio 2022–2024 i mutui accesi dalle famiglie italiane per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti moderatamente, con un incremento complessivo di circa 3,7 miliardi

mutui casa
Nel giorno in cui la Bce taglia il tasso di riferimento portandolo al 2% (ma con il Taeg fermo ad oltre il 3,5%), la FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani) disegna la geografia dei mutui in Italia. Nel biennio 2022–2024 i mutui accesi dalle famiglie italiane per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti moderatamente, con un incremento complessivo di circa 3,7 miliardi di euro. Il totale nazionale ha superato i 380 miliardi, in leggera crescita rispetto ai 376 registrati due anni prima.

Le regioni

Dietro questo dato medio si nascondono però dinamiche molto diverse tra le regioni. Alcune aree del Paese – in particolare il Nord Est e alcune regioni del Sud – hanno mostrato segnali di vivacità, mentre altre hanno visto una contrazione, segno di un mercato immobiliare a due velocità. In cima alla classifica si colloca la Sardegna, con la crescita più marcata su base percentuale, seguita da Puglia, Emilia Romagna, Veneto e Abruzzo. In queste regioni, la domanda di mutui si è rafforzata, complice un mercato immobiliare dinamico e, in alcuni casi, un maggiore accesso al credito da parte delle famiglie. La Lombardia si conferma invece la regione con il contributo più rilevante in termini assoluti, grazie a un incremento di oltre un miliardo di euro, spinto soprattutto dal traino di Milano e delle altre aree urbane. Sul fronte opposto, si segnala una flessione più o meno marcata in diverse regioni, soprattutto al Nord Ovest e nel Mezzogiorno. Liguria registra il calo più consistente in valore percentuale, seguita da Calabria, Molise e Trentino Alto Adige.  Anche in regioni come le Marche e il Piemonte l’andamento è stato debole o sostanzialmente stabile. Le città Roma e Milano valgono da sole quasi il 23% del mercato nazionale dei mutui. Le famiglie delle due principali città italiane hanno prestiti immobiliari per complessivi 86,9 miliardi di euro – 44,5 miliardi nella Capitale e 42,4 miliardi nel capoluogo lombardo – su un totale nazionale di 380,1 miliardi. Alle spalle di Roma e Milano, si colloca Napoli, con 13,9 miliardi di euro, seguita da Torino con 13,7 miliardi, Bologna con 10,2 miliardi e Firenze con 8,4 miliardi. Queste quattro città, tutte con popolazione superiore ai 300.000 abitanti e mercati immobiliari molto attivi, contribuiscono per ulteriori 46,2 miliardi al totale nazionale, ovvero il 12,1% circa. Nella fascia intermedia della classifica troviamo Verona (6,9 miliardi), Bari (6,5 miliardi), Genova (6,1 miliardi) e Palermo (5,9 miliardi).
Redazione

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