Mancano pochi giorni all’inizio della quinta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum, dal titolo “Shaping Tomorrow”, in programma il 5 e 6 novembre 2026 a Venezia, sull’Isola di San Giorgio, presso la Fondazione Giorgio Cini. Protagonista dell’evento una sfida, più che mai attuale: come salvaguardare l’integrità della filiera della moda italiana e, allo stesso tempo, accompagnarne l’evoluzione in uno scenario segnato da profonde trasformazioni tecnologiche, climatiche, normative e geopolitiche? Promosso da Confindustria Moda e Confindustria Veneto Est, con TEHA Group in qualità di advisor scientifico, il Forum assume quest’anno una dimensione ancora più ampia come iniziativa di sistema confindustriale, coinvolgendo direttamente le rappresentanze dei settori collegati alla moda e agli accessori – pelletteria, calzatura e occhialeria – con l’obiettivo di ampliare il perimetro di osservazione e integrare queste filiere in una visione e in una strategia di crescita più ampie. L’evento riunirà imprese, istituzioni, esperti e protagonisti dell’innovazione per confrontarsi sulle condizioni necessarie a costruire oggi la filiera della moda di domani.
Il titolo, “Shaping Tomorrow” (letteralmente “dare forma al domani”), nasce da un’idea semplice: il futuro della filiera non si attende, si costruisce oggi, governando le trasformazioni già in atto. La prima è quella tecnologica: l’intelligenza artificiale sta entrando nei processi industriali, dalla progettazione e prototipazione virtuale fino all’ottimizzazione della produzione, dalla gestione della supply chain alla riduzione degli sprechi. Un cambiamento che può ottimizzare produttività e competitività, ma che richiede investimenti e nuove competenze.
La seconda riguarda la sostenibilità e la circolarità: nuovi materiali, fibre innovative e bio-based, ecodesign, riciclo e responsabilità estesa del produttore stanno ridefinendo prodotti e processi. Parallelamente, il patrimonio tecnologico della filiera tessile italiana apre nuove opportunità anche in settori ad alto valore aggiunto come aerospazio, difesa, medicale e nautica. La terza trasformazione investe direttamente l’integrità della supply chain. Legalità, trasparenza, due diligence, tracciabilità e corretta applicazione dei contratti diventano condizioni essenziali per tutelare imprese e lavoratori e per preservare la reputazione e il valore industriale del Made in Italy.
Al centro resta il fattore umano: formazione continua, attrazione dei giovani, trasferimento delle competenze e capacità di integrare persone e nuove tecnologie saranno determinanti per mantenere nel Paese quel patrimonio di saperi manifatturieri che rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi della moda italiana. Nel corso dell’evento verrà presentato “Just Fashion Transition Study” 2026 di TEHA Group, l’Osservatorio che da cinque anni analizza la transizione sostenibile delle principali filiere della moda europea. A chiudere il Forum sarà “Road to 2035”, la sessione che porta lo sguardo oltre l’attualità, sul futuro del settore, per restituire non solo un’analisi delle trasformazioni in corso ma anche una visione industriale condivisa per la moda italiana ed europea del prossimo decennio. Quest’ultimo approfondimento raccoglierà gli esiti del confronto e li tradurrà in raccomandazioni ai decisori pubblici, con una call to action rivolta agli stakeholder dell’ecosistema moda e lifestyle in merito a impegni concreti e necessità future.
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