Il futuro delle aree interne e montane italiane entra al centro del confronto istituzionale al Festival delle Regioni, in corso a Firenze da ieri a domani 27 ottobre 2026.
Il CNEL propone di organizzare nel 2027 gli Stati Generali delle aree interne e montane, con l’obiettivo di costruire una strategia nazionale per la rigenerazione territoriale, il ripopolamento e il miglioramento dei servizi ai cittadini.
L’iniziativa è stata presentata dal Vicepresidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), Claudio Risso, intervenuto in rappresentanza del Presidente Renato Brunetta durante la riunione della Commissione Affari istituzionali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
L’incontro si è tenuto nella sede del Consiglio regionale della Toscana, sotto il coordinamento dell’assessore Leonardo Lotto, e ha rappresentato un’occasione per discutere il ruolo delle istituzioni regionali nella definizione di nuove politiche dedicate ai territori maggiormente esposti al declino demografico.
Stati Generali 2027: verso una legge nazionale per le aree interne
La proposta del CNEL prevede l’avvio di un percorso nazionale di confronto e partecipazione, nel quale le Regioni saranno chiamate a svolgere una funzione centrale nella preparazione degli Stati Generali del 2027.
Il risultato atteso è la definizione condivisa di una legge quadro nazionale sulle aree interne e montane, partendo dal disegno di legge approvato dal CNEL il 28 gennaio 2026.
L’intenzione è superare una gestione frammentata degli interventi, individuando strumenti strutturali capaci di sostenere lo sviluppo economico e sociale delle comunità locali.
Nel suo intervento, Risso ha evidenziato come le difficoltà delle zone interne e montane non possano essere considerate problematiche circoscritte a singoli territori, ma rappresentino una questione che coinvolge l’intero sistema nazionale.
«Le aree interne e montane non sono una questione marginale. Sono una grande questione nazionale, che riguarda la coesione sociale, l’equilibrio territoriale e il futuro del Paese».
Spopolamento e servizi essenziali: le priorità del CNEL
Uno degli aspetti principali della strategia proposta riguarda la necessità di contrastare lo spopolamento e creare condizioni favorevoli alla permanenza e al ritorno dei residenti, soprattutto delle nuove generazioni.
Il CNEL punta a un modello di sviluppo che non si limiti a compensare gli svantaggi geografici, ma che favorisca nuove opportunità di lavoro, investimento e crescita delle comunità.
Un ruolo determinante viene attribuito alla disponibilità dei servizi di cittadinanza, dalla sanità all’istruzione, dai trasporti all’assistenza sociale, fino alle infrastrutture digitali.
«La distanza geografica non può trasformarsi in una disuguaglianza nei diritti», ha sottolineato Risso, richiamando l’importanza di soluzioni organizzative che rispondano alle caratteristiche dei diversi territori.
La proposta legislativa elaborata dal CNEL si sviluppa lungo cinque linee di intervento:
- Servizi di prossimità: assicurare l’accessibilità ai servizi fondamentali anche nelle comunità più isolate.
- Residenzialità e giovani: incentivare la permanenza della popolazione e favorire nuovi insediamenti.
- Economia locale: sostenere agricoltura, artigianato, turismo sostenibile, cooperazione ed economia sociale.
- Piccoli Comuni: rafforzare le competenze e le capacità amministrative degli enti locali.
- Valutazione degli interventi: verificare i risultati delle politiche attraverso strumenti di monitoraggio.
Sanità nelle zone montane, risorse adeguate alle esigenze territoriali
Tra le questioni affrontate al Festival delle Regioni figura anche il finanziamento della sanità territoriale, con particolare riferimento alle difficoltà organizzative che caratterizzano le aree montane e meno densamente popolate.
Secondo l’impostazione sostenuta dal CNEL, la distribuzione delle risorse sanitarie dovrebbe considerare non soltanto la popolazione residente, ma anche le condizioni geografiche, demografiche e sociali dei territori.
L’erogazione delle prestazioni nelle zone più isolate può infatti richiedere modalità operative differenti rispetto ai grandi centri urbani, con conseguenti differenze nei costi di gestione.
«Curare una persona in montagna può comportare costi diversi rispetto a una città. Ma il diritto alla salute non può dipendere dal codice postale», ha ricordato il vicepresidente.
Il tema era già stato approfondito dal CNEL attraverso un documento approvato nel giugno 2026, dedicato alla revisione dei criteri di ripartizione della spesa sanitaria.
Dal lavoro sulla demografia alla proposta legislativa
Il progetto degli Stati Generali rappresenta una nuova fase del percorso istituzionale avviato dal CNEL nel 2024, quando è stato realizzato uno studio sull’andamento demografico delle aree interne e montane con il contributo del professor Alessandro Rosina, consigliere esperto dell’organismo.
L’attività è proseguita attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato alla rigenerazione e al ripopolamento dei territori marginali, coordinato da Claudio Risso.
Questo percorso ha portato all’approvazione, il 28 gennaio 2026, di un disegno di legge dedicato alla rigenerazione territoriale, al rafforzamento dei servizi essenziali e alla promozione di modelli sostenibili di sviluppo locale.
La proposta degli Stati Generali intende ora ampliare il confronto, coinvolgendo direttamente le amministrazioni regionali e le realtà economiche e sociali interessate.
Cooperazione e Terzo settore per rilanciare le comunità
Un ulteriore elemento della strategia riguarda il contributo delle organizzazioni economiche e sociali, delle cooperative, degli enti del Terzo settore e delle reti locali nella costruzione di nuove opportunità per le aree interne.
In questo contesto si inserisce il Forum CNEL-TER – Territori, Economia, Rappresentanza, istituito nel luglio 2026 per favorire il collegamento tra le esperienze e le iniziative già presenti nelle comunità.
Il Forum è stato concepito come uno strumento di collaborazione tra diverse reti territoriali, con l’obiettivo di valorizzare le risorse locali e sostenere progetti di rigenerazione.
Risso ha inoltre richiamato gli accordi istituzionali sottoscritti dal CNEL con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel febbraio 2024, e con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali, nell’ottobre 2025.
L’intenzione è consolidare queste collaborazioni, trasformandole in strumenti operativi per la programmazione e l’attuazione delle politiche territoriali.
Politiche europee e programmazione 2028-2034
La strategia proposta dal CNEL punta anche a migliorare il coordinamento tra i diversi strumenti di intervento già previsti a livello nazionale e comunitario.
Tra i riferimenti figurano la legislazione sulla montagna, la Strategia nazionale per le aree interne, i programmi delle Regioni e le politiche europee di coesione.
Particolare attenzione viene riservata al futuro quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea 2028-2034, in vista del quale il CNEL ritiene necessario definire priorità territoriali condivise.
L’obiettivo è favorire una maggiore integrazione tra le risorse disponibili e le iniziative destinate alle comunità interne e montane, evitando sovrapposizioni e interventi discontinui.
Risso: una strategia stabile per il futuro dei territori
Gli Stati Generali del 2027 dovrebbero coinvolgere un’ampia rappresentanza istituzionale e sociale, comprendente Regioni, assemblee legislative, amministrazioni locali, organizzazioni economiche, Terzo settore, università, giovani e comunità degli italiani residenti all’estero.
L’iniziativa mira a costruire un confronto nazionale che possa tradursi in una proposta normativa condivisa e in impegni verificabili nel tempo.
Nel formulare l’invito alla Conferenza delle Regioni, Risso ha ribadito la necessità di superare gli interventi occasionali e di adottare una visione di lungo periodo.
«Non abbiamo bisogno di un’altra stagione di interventi episodici. Abbiamo bisogno di una politica nazionale stabile, fondata su responsabilità condivise e risultati verificabili», ha concluso il Vicepresidente.
La prospettiva indicata dal CNEL non riguarda quindi soltanto la riduzione dello spopolamento, ma la possibilità di restituire attrattività economica e sociale alle aree interne e montane, creando condizioni concrete per abitare, lavorare e investire in questi territori.
La proposta degli Stati Generali del 2027 si inserisce in questo percorso, con l’ambizione di trasformare il confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali in una politica nazionale organica per lo sviluppo dei territori.
Foto: CNEL
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