Quanto costa davvero l’energia elettrica in Italia in questo momento? Il dato più significativo è quello del 20 luglio 2026: il PUN (Prezzo Unico Nazionale) si è attestato a 172,56 €/MWh, pari a 0,17256 €/kWh, secondo quanto rilevato da ComparaSemplice.it in un articolo di Fabrizio Comerci sulla base dei dati ufficiali del GME. Il PUN Index GME è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia, fissato quotidianamente dal Gestore dei Mercati Energetici. Non è un prezzo fisso: varia di giorno in giorno e, soprattutto, di ora in ora, in base all’andamento della domanda e dell’offerta sul Mercato del Giorno Prima (MGP).
Per chi ha un contratto nel mercato libero indicizzato al PUN, questo numero non è un’astrazione: determina quanto si paga ogni kilowattora consumato, con aggiornamenti mensili o addirittura giornalieri a seconda della struttura contrattuale. Chi invece è ancora nel regime di Maggior Tutela — oggi riservato ai soli clienti vulnerabili — è esposto a una tariffa diversa, stabilita da ARERA. Il contesto di luglio 2026: prezzi in salita rispetto alla primavera Il PUN non è uniforme nell’arco della giornata.
La struttura oraria dei prezzi segue logiche precise, documentate per le giornate del 26 e 27 luglio 2026 da QuiFinanza: il 27 luglio il PUN si è attestato a 0,185 €/kWh, con variazioni orarie molto ampie nella giornata precedente — un minimo di 0,095 €/kWh e un massimo di 0,153 €/kWh il 26 luglio. Il pattern è ricorrente nell’estate italiana:
- Ore notturne e primo mattino: prezzi più bassi, domanda ridotta, maggiore disponibilità di energia da fonti rinnovabili nelle ore di minore picco.
- Tardo pomeriggio e sera: fasce orarie più costose, quando la domanda residenziale si somma a quella industriale e i sistemi di condizionamento sono a pieno regime.
Questa variabilità oraria ha implicazioni concrete per chi gestisce consumi significativi: spostare l’utilizzo di elettrodomestici ad alto consumo verso le fasce notturne può ridurre la spesa in modo misurabile su base mensile. Il confronto tra il prezzo all’ingrosso del 20 luglio (172,56 €/MWh) e la tariffa tutelata aiuta a capire la struttura del mercato.
A luglio 2026, il costo del kilowattora stabilito da ARERA per la tariffa monoraria in regime di Maggior Tutela è pari a 0,15086 €/kWh, secondo i dati di SosTariffe.it. Due strumenti diversi, ma con un punto in comune: entrambi riflettono, con meccanismi e tempi differenti, l’andamento del mercato all’ingrosso.
La tariffa ARERA è aggiornata trimestralmente e incorpora una media dei prezzi del periodo; il contratto indicizzato al PUN segue invece le oscillazioni quotidiane, con tutti i rischi e le opportunità che questo comporta. Dal 1° luglio 2026, la Maggior Tutela ha subito un aumento del 4,6%, applicato però ai soli clienti vulnerabili — le uniche categorie che possono ancora accedere a questo regime dopo la conclusione della tutela graduale per gli altri utenti domestici. Rientrano in questa categoria, tra gli altri, i clienti over 75, i soggetti in condizioni di disagio economico e chi ha necessità di apparecchiature salvavita.
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