Ha preso il via domenica 12 aprile la partecipazione della Puglia alla 58ª edizione di Vinitaly, la principale manifestazione internazionale dedicata al vino e ai distillati. Con il claim “Puglia, un’altra dimensione del gusto”, la Regione ha sottolineato la solidità e l’evoluzione continua della sua identità vitivinicola. Una presenza forte, che ha visto ben 103 cantine pugliesi nel Padiglione 11, pronte a raccontare l’eccellenza, la diversità e la capacità produttiva del territorio.
Premio Angelo Betti a Marilina Nappi
Un momento significativo della giornata inaugurale è stato il conferimento del Premio Angelo Betti a Marilina Nappi, amministratrice delle Cantine Spelonga di Stornara (FG). Nappi è stata premiata per il suo impegno nell’innovazione, nella gestione attenta della filiera produttiva e nella costruzione di un’identità aziendale forte e riconoscibile. Il premio ha anche messo in luce l’importante ruolo delle imprenditrici nel mondo del vino, capaci di coniugare visione, competenza e radicamento nel territorio.
Biodiversità viticola e recupero dei vitigni autoctoni
Uno degli altri temi centrali della giornata è stato il focus sulla biodiversità viticola. La Puglia ha presentato i risultati di un progetto regionale che ha permesso il recupero e la valorizzazione di antichi vitigni autoctoni, ampliando le conoscenze scientifiche e avviando il percorso per il riconoscimento di nuove varietà di pregio. Un passo importante per tutelare la biodiversità e rendere il settore vitivinicolo sempre più competitivo e sostenibile.
Cinquanta anni del Salice Salentino e il Primitivo di Manduria
Un altro momento di rilievo è stato il festeggiamento dei cinquant’anni della denominazione Salice Salentino, simbolo della qualità e della promozione territoriale. Il Salice Salentino ha rappresentato il lavoro dei consorzi nella tutela della qualità, nella promozione e nell’affermazione dell’identità locale, con un forte impegno per crescere e consolidare la propria reputazione sui mercati.
Infine, l’attenzione si è concentrata anche sul Primitivo di Manduria, raccontato nelle sue diverse espressioni territoriali. Il percorso ha esplorato la ricchezza dei suoli, dei microclimi e delle tradizioni produttive che rendono il Primitivo uno dei vini più rappresentativi della Puglia, con una forte identità che unisce costa e entroterra.
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