Confartigianato: Stop ai “finti artigiani”, dal 7 aprile stretta sull’uso delle denominazioni

Una norma attesa e voluta fortemente da Confartigianato introduce sanzioni severe e tutela imprese autentiche e consumatori, contro chi usa impropriamente le denominazioni “artigianato” e “artigianale“.

Segna un punto di svolta per il sistema produttivo italiano la data del 7 aprile 2026, quando entrerà in vigore la nuova disciplina che regolamenta l’uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”. Una misura fortemente sostenuta da Confartigianato, che punta a mettere fine a pratiche ingannevoli e a rafforzare la trasparenza sul mercato.

La Legge annuale per le PMI introduce infatti una limitazione chiara: tali termini potranno essere utilizzati esclusivamente dalle imprese artigiane regolarmente iscritte all’Albo. Per chi viola la norma sono previste sanzioni significative, fino all’1% del fatturato, con una soglia minima fissata a 25.000 euro.

Il provvedimento interviene su una lacuna normativa che per anni ha generato ambiguità, stabilendo un principio preciso: solo le aziende in possesso della qualifica artigiana potranno richiamarsi esplicitamente al concetto di artigianalità.

“Fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy”. Così il Presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha commentato l’introduzione della norma, aggiungendo che “questa norma riconosce finalmente il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che dal 7 aprile avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori”.

L’impatto della riforma si estende a comparti chiave del made in Italy, dall’alimentare alla moda, fino all’artigianato artistico e tradizionale. L’obiettivo è chiaro: eliminare comportamenti opportunistici e garantire condizioni di concorrenza più eque.

Per assicurare l’effettività della norma, il legislatore ha previsto un sistema sanzionatorio rigoroso, pensato per scoraggiare ogni abuso e impedire che la legge resti inapplicata. Con queste misure, si chiude di fatto la stagione dell’uso improprio di un termine simbolo della qualità italiana.

Redazione

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