Le Imprese brianzole risentono del rallentamento economico globale

Buone perรฒ le prospettive di ripartenza nel 2026. E' il parere di Assolombarda

I fatturati scendono in un clima di generale incertezza e rallentamento economico, ma le imprese brianzole si confermano in buona salute con redditivitร  e numero di aziende in utile molto elevati.
Il fatturato complessivo delle 1.000 aziende che compongono la Classifica Top 2025 ammonta a 69,8 miliardi di euro (ricavi 2024), in lieve contrazione del 2,3% rispetto all’anno precedente, un calo relativamente contenuto in un contesto di generale rallentamento dell’economia in Lombardia e in Italia.
Una netta decelerazione rispetto agli anni precedenti รจ evidenziata anche dal dato del PIL di Monza e Brianza che nel 2024 รจ cresciuto solo dello 0,2%. Una situazione dovuta alla stazionarietร  dellโ€™industria (produzione manifatturiera a -0,3%) e al rallentamento dei servizi (fatturato a valori correnti in aumento moderato del 3,3%). Nonostante ciรฒ, la quota di aziende in utile tra le Top 1000 resta molto importante, al 92,0%, a dimostrazione di una solida tenuta del tessuto imprenditoriale di Monza e Brianza. Anche la redditivitร , misurata dallโ€™EBIT, si conferma su livelli storicamente elevati, al 5,6%.

Sono queste alcune delle principali evidenze dellโ€™edizione 2025 di TOP1000, il progetto di ricerca e di analisi economico-finanziaria delle 1000 maggiori imprese per fatturato, realizzato dal Centro Studi di Assolombarda, in collaborazione con PwC Italia e con il sostegno di Banco BPM.
โ€œMonza e Brianza, con Milano, Lodi e Pavia, forma un quadrilatero che vale 304 miliardi di euro, il 13,6% del PIL italiano – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. Nello specifico, Monza e Brianza รจ un unicum nel panorama italiano grazie alla sua straordinaria densitร  e diversificazione di manifatturiero avanzato e servizi knowledge intensive radicati sul territorio. Oggi, perรฒ, la crescita economica rischia di essere limitata, oltre che dal contesto geopolitico instabile, anche dalla crescente difficoltร  nel reperire personale qualificatoโ€.

Il quadro economico
L’economia della provincia di Monza e Brianza (MB) ha attraversato un periodo di diffusa incertezza, con una crescita moderata e un quadro geopolitico turbolento che ha pesato sulla performance.
Nel 2024, il PIL di MB รจ cresciuto solo dello 0,2%, una netta decelerazione rispetto agli anni precedenti, dovuta alla stazionarietร  dellโ€™industria (produzione manifatturiera a -0,3%) e al rallentamento dei servizi (fatturato corrente in aumento contenuto del 3,3%). Nonostante ciรฒ, l’export รจ rimasto un punto di forza, crescendo del 4,4% in valore (raggiungendo 14,4 miliardi di euro), nettamente superiore alla media lombarda. Hanno trainato farmaceutica (+17,1%), elettronica (+14,6%) e meccanica (+4,5%), mentre settori come moda (-7,1%), design-arredo (-3,6%) e automotive (-6,4%) hanno mostrato debolezza. Sul fronte occupazionale, i lavoratori sono diminuiti marginalmente (-0,5%) e il tasso di disoccupazione รจ salito leggermente al 3,3%, pur rimanendo molto basso.
La debolezza รจ proseguita nella prima metร  del 2025. Dopo una produzione industriale di fatto stazionaria (-0,5% annuo) e un export dinamico nel primo trimestre (crescita del 9,0% dovuta quasi esclusivamente alla farmaceutica), il secondo trimestre ha segnato una forte contrazione: la produzione manifatturiera รจ calata del 5,2% e l’export in valore รจ diminuito dell’1,2% (con cali a due cifre per elettronica, -36,6%, e meccanica, -14,4%).
In termini di mercati, la Germania si conferma il principale partner commerciale (1,5 miliardi di euro di export nel 2024), seguita da Svizzera e Stati Uniti. L’alta dipendenza dalla Germania rende la manifattura locale sensibile alla ripartenza dell’industria tedesca, mentre l’elevata proiezione sul mercato americano amplifica i rischi legati ai dazi statunitensi. Assolombarda stima una perdita potenziale di 146 milioni di euro in esportazioni verso gli USA in un anno per effetto delle tariffe piรน elevate (-1,0% di export totale, variazione quindi contenuta), che potrebbe salire fino a 315 milioni di euro nel lungo periodo.
Nel complesso, le stime di crescita del PIL per lโ€™intero 2025 sono, quindi, ridimensionate rispetto a inizio anno e pari a un modesto +0,3%, con attese di stagnazione per la manifattura e servizi ancora deboli. Per far fronte ai rischi globali, come l’esposizione ai dazi, รจ cruciale per le imprese diversificare le geografie di esportazione e investire in innovazione e qualitร .
โ€œNei numeri di oggi, seppur in un panorama internazionale in continuo cambiamento- ha sottolineato Matteo Parravicini, Presidente della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda– emerge ancora una volta la
forza del nostro manifatturiero avanzato, fondato sulla capacitร  di creare valore in filiere complesse e di sviluppare l’attrattivitร  del territorio come hub per l’innovazione. Ma per supportare i processi che le imprese stanno portando avanti per essere sempre piรน competitive, occorrono competenze sempre piรน aggiornate. Una concreta e condivisa integrazione tra il mondo delle imprese e il sistema universitario รจ la leva per attrarre giovani talenti e garantire la produttivitร  delle nostre aziende. Penso a quelli che definirei laboratori di eccellenza dove le sinergie tra mondo della formazione e mondo produttivo sono sempre piรน strette e capaci di generare un ecosistema di valore, un modello che possa essere esempio virtuoso dove istituzioni e imprese collaborino attivamente per lo sviluppo economico, mettendo a fattor comune le capacitร  per un futuro sostenibile e misurabileโ€.

Prospettive e rischi – le evidenze della survey
L’indagine condotta da Assolombarda su un campione di oltre 100 imprese di industria e servizi innovativi di Monza e Brianza evidenzia una polarizzazione e un peggioramento delle performance attese per il 2025, a fronte di prospettive piรน favorevoli per il 2026.
Le attese di fatturato per la chiusura del 2025 sono nettamente peggiorate rispetto alle previsioni formulate l’autunno precedente, riflettendo soprattutto il rallentamento della domanda mondiale. Il 46% delle imprese prevede un aumento di fatturato, il 20% stabilitร  e il 34% una diminuzione.
Questa polarizzazione รจ un segnale di incertezza, tuttavia si osserva una complessiva tenuta dei margini operativi, con i due terzi dei rispondenti che stimano un EBIT stabile (32%) o in crescita (34%), in parte grazie al ridimensionamento dei prezzi di alcune materie prime.
Nei primi dieci mesi del 2025, i principali fattori di rischio percepiti dalle aziende sono stati la difficoltร  di reperimento di personale adeguato e lโ€™insufficienza di domanda. Sul primo fronte, per il 43% delle imprese rispondenti alla survey si tratta di un rischio alto. Infatti, con un tasso di disoccupazione provinciale basso (circa 3%), la ricerca di candidati รจ una “competizione” intensa. Basti pensare che, nella prima metร  del 2025, il 53% delle figure professionali ricercate รจ stato difficile da trovare, un dato superiore alla media lombarda e italiana.
Lโ€™Insufficienza di domanda (42% rischio alto) รจ in aumento rispetto al 2024 (dove era al 32%), a causa dei modesti ritmi del commercio mondiale e della debolezza dell’industria europea.
Tra gli altri ostacoli, l’elevato costo dellโ€™energia รจ stato percepito prevalentemente come fattore di medio rischio (livello indicato dal 42% del campione, rischio alto per il 22%). I vincoli finanziari (rischio alto solo per l’11%) e i prezzi di materie prime/componenti (9% rischio alto) sono risultati meno impattanti.
Le attese per il 2026 sono piรน ottimistiche, in linea con le previsioni macroeconomiche di Assolombarda che indicano un’accelerazione del PIL provinciale al +0,8%. Per quanto riguarda il fatturato, il 58% delle imprese prospetta un incremento delle vendite nel 2026, il 33% stabilitร  e solo il 9% stima un calo.
Le percezioni sui rischi rimangono simili al 2025: le difficoltร  di reperimento di personale (48% rischio alto) e l’insufficienza di domanda (44% rischio alto) si confermano le principali sfide. Ci si aspetta che i vincoli finanziari (rischio alto per il 14%) e i costi/reperimento di materie prime/componenti (rischio alto per il 18%) rimangano gestibili, anche grazie a politiche monetarie piรน accomodanti.
โ€œDa oltre dieci anni siamo al fianco di Top 1000, la manifestazione organizzata da Assolombarda che premia le eccellenze di una delle zone maggiormente produttive del Paese โ€“ ha dichiarato Marco Aldeghi, Responsabile Direzione Territoriale Milano e Lombardia Nord di Banco BPM โ€“ Per noi sostenere questa iniziativa riveste un importante significato di dialogo e confronto con le migliori aziende di Monza e della Brianza, territorio in cui siamo radicati da sempreโ€.

La classifica TOP1000-I risultati complessivi
Le “TOP 1000” imprese per fatturato della provincia di Monza e Brianza registrano un rallentamento nei ricavi nel 2024, ma continuano a dimostrare una solida struttura economica con livelli elevati di redditivitร  e di aziende in utile.
Il fatturato complessivo riferito al 2024 delle 1.000 aziende ammonta a 69,8 miliardi di euro. Si registra una lieve contrazione del 2,3% rispetto all’anno precedente, un calo relativamente contenuto se considerato a fronte del generale rallentamento dell’economia in Lombardia e in Italia.
La soglia massima di fatturato รจ tornata sopra i 4 miliardi, raggiungendo i 4,1 miliardi di euro (in crescita del 3,9%), mentre la soglia minima di accesso alla classifica รจ salita a 8,1 milioni di euro (un aumento del 2,9% rispetto ai 7,9 milioni dell’anno precedente). Il risultato di esercizio aggregato รจ di 2,5 miliardi di euro, su cui. dopo il forte aumento del 2023, si osserva una diminuzione piรน pronunciata del 13,3%.

L’analisi conferma la presenza di un nucleo di imprese di eccellenza. Per la prima volta, ben 16 aziende superano la soglia degli 800 milioni di euro di fatturato (erano 15 nell’edizione precedente). Di queste, 9 raggiungono ricavi superiori al miliardo di euro annuo (una in meno rispetto all’anno precedente).
Prima รจ nuovamente Esprinet S.p.A. (Vimercate); seconda STMicroelectronics S.r.l. (Agrate Brianza); terza Mediamarket S.p.A. (Verano Brianza); quarta G.A.I.A. Holding S.r.l. (Desio); quinta Candy S.p.A. (Brugherio); sesta BASF Italia S.p.A. (Cesano Maderno); settima SOL S.p.A. (Monza); ottava Decathlon Italia S.r.l. (Lissone); nona Intercos S.p.A. (Agrate Brianza), che entra a far parte delle imprese โ€œmiliardarieโ€. Seguono decima Roche S.p.A. (Monza); undicesima Sacchi Giuseppe S.p.A. (Desio); dodicesima Euroitalia S.r.l. (Cavenago di Brianza); tredicesima Gruppo Sapio (Monza); quattordicesima Gruppo Fontana (Veduggio con Colzano); quindicesima Prenatal Retail Group S.p.A. (Cogliate); sedicesima DS Smith Holding Italia S.p.A. (Vimercate).
La classifica conferma un capillare presidio economico sul territorio provinciale; infatti, tutti i 55 comuni della provincia ospitano almeno una delle aziende incluse nella classifica.

Le startup innovative
Il numero delle startup innovative con sede in provincia รจ stabile a quota 136. Un terzo di queste realtร  รจ concentrato nel capoluogo, Monza, mentre un altro polo significativo รจ Seregno, che ospita 14 startup. Le restanti 77 sono distribuite in modo capillare sul territorio provinciale. La maggior parte (l’82%, pari a 111 realtร ) รจ attiva nel settore dei servizi knowledge-intensive, con una netta prevalenza per il comparto ICT. Solo 15 startup, invece, operano nell’industria e nell’artigianato.

 

Redazione

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