L’Abruzzo è tra le regioni italiane più vulnerabili di fronte all’eventuale introduzione di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti. A lanciare l’allarme è Bernardo Sofia, presidente di Cna Abruzzo, che richiama l’attenzione su uno studio condotto da Bankitalia, recentemente rilanciato anche da Milano Finanza. Il report mette in evidenza come diverse filiere strategiche regionali, tra cui agroalimentare, farmaceutica ed elettronica, potrebbero subire contraccolpi pesanti in caso di inasprimento dei rapporti commerciali con Washington.
Export a rischio: Abruzzo seconda regione più esposta in Italia
I dati parlano chiaro: secondo l’analisi di Bankitalia, il 15,2% delle esportazioni abruzzesi è diretto verso il mercato statunitense, ben al di sopra della media nazionale del 10%. Questo rende il territorio abruzzese la seconda regione italiana per grado di vulnerabilità, nel caso in cui il governo americano – per volontà di Donald Trump – decidesse di introdurre barriere tariffarie contro le merci italiane.
I settori a maggiore rischio: agroalimentare, chimica ed elettronica
Agroalimentare, chimica farmaceutica ed elettronica risultano i comparti più esposti, trattandosi proprio di quelli che, in Abruzzo, trainano le esportazioni verso gli USA. Tuttavia, l’impatto dei dazi potrebbe estendersi anche ad altri settori importanti per l’economia regionale, come moda, arredamento e ceramica.
“Le conseguenze – avverte Sofia – potrebbero essere devastanti per le nostre piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura produttiva del territorio”.
La Cna invoca un fronte politico unito per scongiurare i dazi
Di fronte a questa minaccia concreta, la Cna Abruzzo sollecita un’azione politica urgente e condivisa, che coinvolga tanto la Regione quanto il Governo nazionale. Secondo Sofia, è necessario superare le logiche di schieramento politico per difendere l’interesse economico del territorio:
“Serve una presa di posizione unitaria dell’intero sistema politico regionale, affinché si alzi una voce forte a livello nazionale contro una misura che rischia di minare la tenuta economica di intere filiere industriali”.
La preoccupazione della Cna è che le Pmi abruzzesi, già impegnate in un difficile contesto globale, non sarebbero in grado di assorbire l’impatto economico e commerciale di una misura restrittiva che le colpirebbe proprio nei loro principali mercati esteri.
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