Firmata a Varsavia, oggi, 26 ottobre 2026, la Dichiarazione sulla competitività industriale europea. Il documento, sottoscritto dai Ministri dell’Industria dei Paesi dell’Unione Europea presenti alla nona edizione del vertice Friends of Industry, chiede un’accelerazione delle politiche a sostegno delle imprese, con particolare attenzione alla revisione dell’ETS, ai costi energetici e alla tutela delle capacità produttive.
All’incontro ha partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha richiamato l’Europa alla necessità di adottare decisioni più rapide per affrontare la competizione industriale internazionale.
“L’Europa non può permettersi di perdere la sfida industriale per la lentezza delle proprie decisioni. La visione e le riforme devono essere accompagnate dalla capacità di agire in fretta. Non abbiamo altro tempo”.
Il ministro ha individuato tre priorità per l’azione europea: autonomia strategica, innovazione e velocità nelle decisioni.
Urso a Varsavia: accelerare le riforme industriali europee
Durante il vertice, Urso ha riconosciuto il lavoro sulle riforme portato avanti dal Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Stéphane Séjourné, sottolineando l’importanza di accompagnare gli interventi programmati con una maggiore rapidità di attuazione.
Secondo il ministro, la competitività dell’industria europea richiede non soltanto una visione strategica, ma anche la capacità di tradurre le scelte politiche in misure concrete.
Il tema della rapidità decisionale è stato quindi posto al centro del confronto, insieme alla necessità di rafforzare la posizione dell’Europa rispetto ai principali concorrenti internazionali.
Autonomia strategica e riduzione delle dipendenze dall’estero
Uno dei punti principali dell’intervento di Urso ha riguardato l’autonomia strategica dell’Unione europea, nel contesto della competizione tra Stati Uniti e Cina.
“Dobbiamo sfuggire alla trappola di Tucidide in cui sembra siano cadute sia Atene che Sparta”, ha dichiarato il ministro.
Urso ha quindi richiamato l’esigenza di diminuire la dipendenza europea da forniture e tecnologie provenienti dall’estero.
“Dobbiamo ridurre le dipendenze europee dall’estero nelle nuove tecnologie, nelle materie prime critiche e nell’energia, anche attraverso il nucleare civile”.
La sicurezza degli approvvigionamenti rappresenta anche uno dei temi affrontati nella Dichiarazione di Varsavia, che richiama l’attenzione sulle materie prime necessarie alle produzioni europee, comprese quelle secondarie considerate strategiche.
Robotica avanzata e intelligenza artificiale per l’industria
La seconda priorità indicata dal ministro è l’innovazione tecnologica, considerata un elemento centrale per sostenere la competitività delle imprese europee.
Urso ha richiamato in particolare le opportunità legate alla robotica avanzata e all’intelligenza artificiale fisica, evidenziando la necessità di accompagnarne lo sviluppo con riforme e investimenti.
“L’innovazione è il terreno su cui l’Europa può vincere la sfida industriale, a partire dalla robotica avanzata e dall’intelligenza artificiale fisica. A questo scopo servono riforme e risorse straordinarie”.
Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza di promuovere l’evoluzione tecnologica nel rispetto della concezione antropocentrica della civiltà europea.
Dichiarazione di Varsavia, richiesta una revisione dell’ETS
Tra i punti centrali del documento sottoscritto dai ministri dell’Industria figura la richiesta di rivedere il percorso previsto dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS).
I firmatari chiedono a Bruxelles una traiettoria più graduale e calibrata per il settore industriale e quello energetico, insieme al mantenimento delle quote gratuite di emissione come principale protezione contro il rischio di delocalizzazione delle emissioni.
La progressiva riduzione delle quote gratuite, secondo la Dichiarazione, dovrà tenere conto dell’effettiva efficacia del CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Il documento riprende diverse priorità sostenute dall’Italia anche attraverso i non paper promossi in sede europea, tra cui la revisione dell’ETS, la neutralità tecnologica e la sicurezza degli approvvigionamenti.
Energia e difesa commerciale, le richieste dei ministri UE
La Dichiarazione di Varsavia sollecita interventi sui fattori strutturali che determinano gli elevati prezzi dell’energia, una delle questioni affrontate nel confronto sulla competitività industriale.
I ministri chiedono inoltre strumenti di difesa commerciale più tempestivi, in grado di intervenire prima che vengano compromesse capacità produttive considerate strategiche.
Alla protezione delle attività industriali esistenti il documento affianca il sostegno allo sviluppo dell’intelligenza artificiale industriale e al trasferimento dei risultati della ricerca all’interno dei processi produttivi europei.
L’obiettivo indicato è rafforzare il sistema industriale dell’Unione, tutelando le produzioni e favorendo l’adozione delle nuove tecnologie.
Semplificazione e tempi certi per gli investimenti
Un’ulteriore richiesta riguarda la necessità di accelerare l’attuazione delle misure già concordate a livello europeo e di semplificare le procedure.
I ministri firmatari chiedono condizioni che permettano alle imprese di investire e produrre nell’Unione Europea con tempi certi e minori oneri.
La Dichiarazione di Varsavia del 26 ottobre 2026 riunisce così le principali richieste emerse al vertice Friends of Industry: dalla revisione dell’ETS al contenimento dei costi energetici, dalla sicurezza delle materie prime alla difesa commerciale, fino all’innovazione e alla semplificazione amministrativa.
Il documento rappresenta una richiesta di accelerazione delle politiche industriali europee, mentre il Ministro Urso ha ribadito l’urgenza di passare dalle riforme alle decisioni operative.
Foto: MIMIT
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