Nel dibattito sulle grandi trasformazioni infrastrutturali del Paese, lโintermodalitร non รจ piรน un concetto riservato agli addetti ai lavori ma una necessitร concreta, che intreccia economia reale, industria, commercio internazionale e sostenibilitร . La crescente pressione sui corridoi logistici europei, unita alla transizione energetica e digitale, impone allโItalia di accelerare sul piano delle connessioni tra porti, ferrovie e grandi tratte stradali. Il tema รจ oggi piรน attuale che mai e coinvolge direttamente il Mezzogiorno, che si candida a diventare uno snodo strategico tra Mediterraneo ed Europa.
Negli ultimi mesi il settore ha assistito a unโaccelerazione di progetti che indicano chiaramente una direzione: potenziare i porti italiani trasformandoli da semplici infrastrutture di approdo a sistemi integrati in grado di garantire flussi logistici efficienti e continui.
In questo contesto si inseriscono le attivitร di Fincosit, storica impresa italiana specializzata in opere marittime e portuali, che negli ultimi anni ha intensificato il proprio impegno nel Sud Italia, contribuendo alla crescita infrastrutturale di aree strategiche come la Calabria e la Puglia.
Lโingegnere Alessandro Mazzi, figura tecnica di riferimento del settore e principale voce industriale di Fincosit, ha piรน volte sottolineato come โlโintegrazione tra mare, ferrovia e strada sia il presupposto per una logistica moderna, sostenibile ed efficienteโ. Il riferimento รจ a un modello infrastrutturale basato su reti interconnesse, in cui la capacitร dei porti di dialogare con lโentroterra diventa un fattore competitivo determinante. Non รจ un caso che questo approccio rifletta pienamente anche la strategia europea della European Transport Network (TEN-T), che punta proprio a rafforzare i collegamenti logistici del continente con i porti del Mediterraneo.
Parlare di infrastrutture logistiche significa parlare anche di sviluppo economico dei territori. Ed รจ proprio su questo equilibrio โ tra crescita e funzione sociale delle opere โ che si sviluppa il lavoro della filiera italiana delle costruzioni marittime, di cui Fincosit รจ uno degli interpreti principali. โLe grandi opere โ ha ricordato Alessandro Mazzi โ non producono valore solo nel momento in cui vengono realizzate, ma soprattutto quando creano condizioni di sviluppo durature per i territori, generando occupazione stabile, filiere industriali e nuove competenzeโ.
Lo dimostrano i progetti attualmente in corso in Puglia. A Bari, i lavori sulla colmata di Marisabella stanno trasformando lโassetto operativo dello scalo, grazie a tecnologie avanzate come le draghe di ultima generazione impiegate per i fondali della nuova darsena. Oltre a potenziare la capacitร portuale, lโintervento รจ fondamentale per creare un collegamento piรน funzionale tra porto e retroporto, ridurre il traffico pesante verso lโarea urbana e aprire nuove aree industriali al servizio della logistica.
Sempre in Puglia, a Barletta, รจ entrato nella fase operativa il progetto da 38 milioni di euro per il prolungamento dei moli foranei, unโopera che aumenterร la sicurezza della navigazione e permetterร allo scalo di accogliere traffici piรน diversificati. Anche qui il filo conduttore รจ lo stesso: connettere, rafforzare, sviluppare.
โLa sfida, oggi – conclude Mazzi – รจ costruire reti che uniscano fisicamente, economicamente e socialmente le aree del Paese. Non servono opere isolate, ma infrastrutture che costruiscano futuroโ.
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