Mario Gastaldin: “Così custodisco un mestiere che i giovani dovrebbero riscoprire”

A Verona, nel laboratorio Cordovano, Mario trasforma la pelle in oggetti unici, realizzati a mano con precisione e cura. Tutto è cominciato quasi per gioco, spinto dalla voglia di sperimentare. Poi è diventato un mestiere vero, fatto di passione, ricerca e scelte controcorrente. “Non voglio fare numeri, voglio fare cose belle. E magari ispirare qualcuno a scegliere questa strada”.

Ha passato anni a vendere prodotti eleganti, ben fatti, quelli che piacciono a chi cerca il meglio. Un lavoro che conosceva bene e che gli ha dato molto, ma a un certo punto ha sentito che non bastava più. Mario Gastaldin ha scelto di cambiare rotta, di uscire dalla logica dei grandi marchi e creare qualcosa di suo, con un’identità precisa. Così è nato Cordovano: un laboratorio dove ogni scelta è guidata dall’esperienza e dalla visione. Qui non si rincorrono le mode, non si imita nessuno, si creano oggetti che abbiano carattere, proporzione.

Oggi, Cordovano non è solo una bottega del centro di Verona: è un punto di riferimento per chi cerca qualità autentica, senza scorciatoie. Clienti affezionati arrivano da tutta Italia e anche dall’estero, molti dei quali seguono Mario da anni, alcuni da decenni. C’è chi ha iniziato da ragazzo e oggi porta i figli e i nipoti, perché sa che qui ogni cintura, ogni borsa, ogni accessorio nasce con una coerenza rara: niente compromessi, solo lavoro ben fatto, nel rispetto per chi compra.

Nel laboratorio Cordovano ogni passaggio viene curato all’interno, dalla progettazione alla realizzazione, senza delegare e senza scorciatoie. I materiali sono scelti con attenzione, le lavorazioni sono manuali, le forme essenziali. Dietro ogni oggetto c’è un’idea precisa di eleganza, che non si misura con la tendenza del momento ma con il tempo. Nessun orpello, nessun marchio in evidenza. Solo proporzione e un equilibrio che nasce dall’esperienza, non dal marketing.

Appena si entra in laboratorio si sente subito un piacevole profumo di cuoio, quello che si sprigiona solo quando la pelle è conciata al vegetale, senza l’uso di cromo. È una scelta precisa, che Mario porta avanti da sempre, perché la materia prima deve parlare: deve essere riconoscibile al tatto, alla vista, ma anche all’olfatto. Ogni pelle viene selezionata per spessore, compattezza, tenuta, e solo dopo, si decide come lavorarla, perché prima di tagliare bisogna capire cosa può diventare.

Nel laboratorio Cordovano si realizzano a mano borse, cinture, portafogli, vuotatasche, ma anche oggetti per la casa come tovagliette, cestini, porta biancheria e accessori da tavola. Tutto nasce su richiesta, senza linee di produzione né modelli standard, perché ogni pezzo viene costruito intorno a un’idea, a un’esigenza precisa, a un uso quotidiano che merita attenzione. Ogni oggetto deve durare, deve essere utile, ma anche raccontare qualcosa di chi lo sceglie e farlo in modo discreto, senza bisogno di ostentare.

Chi sceglie Cordovano quindi, non lo fa per seguire una tendenza, ma perché riconosce nell’oggetto una logica diversa, fatta di tempi lunghi, attenzione vera. Ogni pezzo nasce su richiesta, non per riempire uno scaffale, ma per accompagnare una persona nel tempo, senza la pretesa di stupire, ma con la volontà di essere utile e riconoscibile.

Il profilo Instagram è uno specchio fedele di tutto questo: nessuno slogan, solo immagini, mani che cuciono, cuoio che prende forma, suoni che restituiscono l’atmosfera di un laboratorio dove ogni gesto ha un senso, dove il tempo è una risorsa e non un ostacolo.

Ma il punto forse più importante è un altro: questo è un mestiere che va riscoperto. Mario lo dice senza giri di parole: ci vuole qualcuno che torni a sporcarsi le mani, che capisca quanto in questo lavoro ci siano libertà, soddisfazione, concretezza. È un mestiere che ha dignità e valore, e che oggi può offrire una vera direzione a chi è stanco di rincorrere impieghi sempre più incerti, impersonali e privi di senso.

 

A cura di Ilio Stella

Redazione

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