Uber black Firenze: le critiche della Cna

“La Uber black a Firenze non è un’opportunità per il territorio, né per le imprese e il mercato e tantomeno per la clientela. Almeno fino a quando le tariffe proposte non saranno adeguate ai costi di gestione aziendale, del mercato attuale e delle regole di ingaggio stabilite dalla legge quadro in vigore. Fermo restando così le cose è solo un caporalato”. Marco Carraresi, presidente degli Ncc di Cna Firenze, commenta così il ritorno in città diu Uber black.

Cna ha fatto una simulazione aeroporto-centro città: la tariffa di Uber – che è un Ncc dotato di licenza, formazione, auto e permessi vari – è di 17 euro lorde, che diventano 13 euro nette. Il costo dell’autista è invece pari a 25 euro sulla media oraria.

“Sono tariffe improponibili, addirittura inferiori al costo di una corsa taxi sulla medesima tratta – prosegue Carraresi – Insomma, un tentativo di sfruttare imprese messo in atto, non a caso, oggi, quando le aziende del settore sono più vulnerabili dopo quasi due anni di mancanza di lavoro causa pandemia”.
“Insomma, si dimezzano quasi le tariffe e con esse, giocoforza, qualità e sicurezza del servizio. Non si crea occupazione, ma anzi si mette a rischio. Non si pagano tasse, lasciando sul territorio solo poche briciole in imposte. Si innescano meccanismi di concorrenza sleale verso altri settori del trasporto pubblico come i taxi, con conseguenti problemi anche di ordine pubblico e tensione fra gli operatori dei due settori. È questo il valore che Uber intende portare al mercato?” incalza Carraresi.

Arriva quindi una proposta per i colleghi dei taxi e per il Comune: “Unirci per elaborare un progetto che sostenga il settore ed aumenti la qualità del servizio al cittadino, ma che rimanga in linea con ciò che richiedono leggi e tariffe di mercato, in grado di valorizzare e rispettare le competenze ed aree di lavoro delle due anime, simili certo, eppure profondamente diverse, del trasporto pubblico: Ncc e taxi” conclude Carraresi.

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