Marche: III trimestre 2019, aumentano i disoccupati

Giuseppe Santarelli, segretario della Cgil Marche, è preoccupato: "Senza lavoro è di qualità: non c'è futuro"

Più disoccupati nelle Marche nel terzo trimestre del 2019. Lo fa sapere Ires Cgil Marche su dati Istat. Crescono anche gli occupati, che sono 638 mila, 7 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (aumento pari allo 0,4% rispetto al secondo trimestre del 2019).

Il numero dei disoccupati è in percentuale pari al 7,5%, in aumento rispetto al terzo trimestre del 2018 (+0,3%). In Italia e nel Centro Italia la tendenza è invece alla diminuzione: -0,2% e -0,9%. Da notare la crescita della disoccupazione femminile (+0,8%), a cui fa da contraltare la diminuzione leggera di quella maschile (-0,3%). Il tasso di disoccupazione risente della diminuzione importante degli inattivi: dai 293 mila del III trimestre del 2018 ai 279 mila del 2019 (-5,1%), in controtendenza rispetto al Centro Italia (-0,9%) e all’Italia (-1,5%). Siamo comunque lontani dal tasso di disoccupazione precedente alla crisi, del III trimestre del 2008 (4,5%).

Crescono i disoccupati in termini assoluti: da 49 mila del III trimestre del 2018 a 52 mila del 2019, con un +6,5% che non può non allarmare. Giuseppe Santarelli, segretario Cgil Marche, commenta: “Questi dati disegnano un quadro di crescente difficoltà delle Marche. Infatti, dopo un periodo di flessione, il tasso di disoccupazione nell’ultimo anno, è tornato a crescere in maniera molto più forte rispetto al dato nazionale e in netta controtendenza rispetto alle regioni del centro Italia. Anche in questo caso, si conferma la tendenza delle Marche a staccarsi dal gruppo delle regioni del centro Nord per ricalcare dinamiche simili a quelle del Mezzogiorno”.

E ancora: “Pur aumentando il numero di occupati, continua a peggiorare la qualità del lavoro che il sistema marchigiano genera: lavoro dequalificato, part-time involontario e rapporti a termine e precari. Mancano circa 15.000 lavoratori all’appello rispetto ai livelli di occupazione prima della crisi: questo dato, sommato alla crescente precarietà lavorativa, rappresenta un mix letale per l’intera società marchigiana. Senza lavoro e di qualità, non c’è futuro”.

Alessandro Pignatelli

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