Quadrilatero del turismo slow: c’è anche Orvieto

Insieme alla cittadina umbra ci sono ci sono Asolo (Treviso), Greve in Chianti (Firenze) e Pollica (Salerno)

C’è anche Orvieto nel quadrilatero del turismo slow italiano. Il progetto, il primo in Italia, ha posti e spazi limitati e si propone di guardare all’ambiente e alla cultura per lo sviluppo dei territori locali. Come? Valorizzando i borghi, puntando alla residenzialità e allo sviluppo sostenibile. A progetto non ancora concluso, già si ricevono le prime prenotazioni: sono 40 persone provenienti dalla Corea del Sud.

Insieme a Orvieto, ci sono Asolo (Treviso), Greve in Chianti (Firenze) e Pollica (Salerno). Sono state scelte durante l’assemblea Città slow Italia, che si tiene annualmente e che riunisce 84 città italiane (sono 240 quelle straniere). Il quadrilatero del turismo slow favorisce il ‘fuori stagione’ ed è richiesta la vicinanza di un aeroporto internazionale. Gli spostamenti avvengono in autobus e ogni città propone una sua guida specializzata che porta i turisti a conoscere artigianato e produzioni locali di nicchia.

Il pacchetto prevede permanenza di 20 giorni, quattro per ognuna delle località scelte. L’arrivo è previsto a Venezia, da qui ci si sposta ad Asolo, poi Greve in Chianti, Orvieto e Pollica. Si riparte da Napoli. “E’ una riproposizione del Grand Tour, in chiave moderna; ossia, il viaggio in Italia che compivano i rampolli europei nel XVII secolo, di cui la proposta slow conserva oggi la natura conoscitiva ed educativa, alla scoperta di cultura, arte, storia, ma soprattutto senza fretta”. Il quadrilatero slow punta molto forte sul turismo extraeuropeo: “Ogni località si farà parte diligente per il coordinamento degli operatori locali del turismo, artigianato, agricoltura, commercio, creando uno o più pacchetti, individuando una figura di riferimento tecnico operativo per la gestione locale. La promozione internazionale sarà in campo al coordinamento Città Slow International, a livello locale è in capo ai sindaci e alle giunte comunali, mentre il tour operator (in fase di definizione) garantirà i servizi di intermediazione, supporto amministrativo e contatto con il cliente finale, vendita prodotti turistici e offerte varie”.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.