Marche, Ceriscioli a Conte: “Presidenti Regioni siano Commissari per Ricostruzione post-sisma”

Il governatore della Regione Marche al premier: "Necessità di un cambio di passo dopo il terremoto del 2016"

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, si auto candida a Commissario per la Ricostruzione. E lo fa nel giorno dell’insediamento del premier Giuseppe Conte. Augurando buon lavoro al nuovo presidente del Consiglio, Ceriscioli ribadisce con forza “la necessità di un cambio di passo nella ricostruzione post sisma”. Invita ad accogliere gli emendamenti alle norme proposte dalle Regioni due mesi fa.

Sono cinque i settori in cui bisogna intervenire al più presto, fa sapere il numero uno marchigiano: “L’assegnazione agli Uffici speciali per la ricostruzione (USR) del personale necessario, utilizzando tutte le risorse finanziare stanziate dal Decreto legge n. 189 del 2016, senza vincoli di destinazione, cioè indistintamente per comandi, distacchi, assunzioni a tempo determinato, somministrazione di lavoro, recuperando anche quelle risorse annualmente non spese; 2. la possibilità che gli USR si avvalgano delle proprie società in house providing e del relativo personale per gli interventi di ricostruzione; 3. la proroga di tutti i contratti in essere a tempo determinato fino al dicembre 2022. In secondo luogo la semplificazione delle procedure per l’edilizia privata e produttiva.

In particolare: 1. l’attribuzione del carattere certificativo a tutta la documentazione tecnica amministrativa presentata dal professionista; 2. la velocizzazione conseguente dell’istruttoria USR eliminando eccessivi controlli; 3. l’introduzione della figura obbligatoria del collaudatore tecnico amministrativo individuato dall’USR, tramite sorteggio tra i professionisti che si iscriveranno nell’apposito elenco.

Terzo ambito di intervento è quello della tutela dei lavoratori, con le seguenti richieste: 1. l’obbligo di applicazione dei contratti collettivi di lavoro nazionali e territoriali strettamente connessi con l’attività oggetto dell’appalto (in particolare, per i lavori, i contratti del settore edilizia); 2. l’obbligo, nel caso di lavoratori distaccati, di iscrizione alle casse edili/edilcasse sia dell’impresa distaccante che di quella distaccataria; 3. la possibilità di individuare le imprese subappaltatrici nella comunicazione di inizio lavori mediante addendum al contratto di affidamento lavori con l’impresa principale.

Il quarto ambito riguarda le opere pubbliche, con emendamenti volti a prevedere: 1. procedure negoziate di affidamento lavori, senza previa pubblicazione, fino alla soglia di rilievo comunitario, con affidamento dei lavori con il criterio del minor prezzo e dell’esclusione automatica delle offerte anomale; 2. una riserva nell’ambito degli affidamenti lavori fino al 50% alle imprese del cratere delle regioni colpite dal Sisma, di cui il 70% alle imprese del cratere della regione ove è effettuato l’intervento di ricostruzione; 3. l’ampliamento della platea dei soggetti attuatori anche con enti pubblici economici, ambiti territoriali ottimali, aziende sanitarie e ospedaliere, enti parco, consorzi idrici. Utilizzo inoltre del personale assunto per la ricostruzione, anche se privo dei requisiti previsti dalle linee guida ANAC.

Il quinto e ultimo ambito di intervento è relativo allo sviluppo, con: 1. la costituzione di un Tavolo istituzionale per lo sviluppo delle aree terremotate a cui partecipino il presidente del Consiglio dei ministri, il Commissario straordinario, i Presidenti delle Regioni e i rappresentati di Anci e Upi; 2. il ripristino dell’intesa con i presidenti delle Regioni per l’approvazione delle ordinanze; 3. la nomina del presidente di Regione a Commissario straordinario per la ricostruzione”. L’idea del presidente è di sostituire il commissario unico con i governatori delle Regioni interessate. Oggi la persona che si occupa di questo argomento così delicato, la ricostruzione post terremoto, è il marchigiano Piero Farabollini.

Alessandro Pignatelli

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