Riforma sanitaria: in Friuli Venezia Giulia è legge

Le farmacia diventano punti salute, si fa affidamento sui distretti e sulla differenziazione degli ospedali

punto insieme sanità

La riforma del sistema sanitario, in Friuli Venezia Giulia, è legge. Il ddl 70 è stato approvato con i 27 sì da parte del centrodestra. No, invece, dai 18 consiglieri di Pd, Cittadini, Patto, Open Sinistra FVG, M5S e Walter Zalukar del Gruppo Misto.

Soddisfatto, naturalmente, il governatore Massimiliano Fedriga: “Questa riforma, frutto di ascolto e condivisione, è un atto di grande serietà perché impedisce che la sanità diventi preda di una concezione distorta del consenso elettorale, stabilendo che la politica stia fuori dalle decisioni tecniche e organizzative e rimanga correttamente nelle funzioni di indirizzo e controllo”.

L’assessore alla Sanità, Riccardo Riccardi, ha aggiunto: “Due sono i motivi che mi rendono orgoglioso di questa riforma: la volontà espressa dalla maggioranza dell’Aula di aprire una fase di confronto con lo Stato sulla compartecipazione finanziaria della spesa sanitaria e il voto unanime dell’Aula sulla parte relativa all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate”.

Nel documento, si fa riferimento all’integrazione socio sanitaria territoriale, al nuovo ruolo dei distretti, alla centralità delle farmacie nell’erogazione dei servizi e a una forte cooperazione tra le Aziende e i Comuni in ottica di prossimità alle esigenze della popolazione. C’è un capitolo sul ruolo attivo dei pazienti e delle famiglie per dare vita al progetto personalizzato assistenziale e alla domiciliarità dell’assistenza.

Il modello hub&spoke introduce la progressiva differenziazione delle attività dei vari ospedali. Per ridurre le liste d’attesa, è previsto che gli enti del Servizio sanitario possano destinare all’acquisto di prestazioni dai soggetti privati fino al massimo del 6 per cento del finanziamenti assegnati quale Fondo sanitario regionale di parte corrente. Il servizio del 118 sarà affidato all’Azienda regionale di coordinamento per la salute. Le farmacie diverranno punti di salute e a questo scopo si introducono percorsi di formazione per i farmacisti. Le farmacia opereranno pure in sinergia con medici di medicina generale e pediatri. Per quel che riguarda la carenza di specialisti, si introduce la possibilità di richiamare in corsia i medici già in pensione.

Alessandro Pignatelli

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