Osservatorio sul precariato: Umbria, più tempi indeterminati e più assunzioni nel 2018

Tutti i dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps: 7.424.293 nuovi assunti contro 7.065.033 di 12 mesi prima

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L’Osservatorio sul precariato ha diramato nuovi dati sul mondo del lavoro in Umbria. Siamo andati a controllarli sul sito dell’Inps. Partiamo naturalmente dalle assunzioni a tempo indeterminato che, a gennaio 2018, sono state 1.229.950 contro 1.139.675 di gennaio 2017. In aumento anche i contratti a termine, passati da 3.223.431 a 3.367.489. Buona pure la performance dei contratti in apprendistato (320.239 da 285.701). Le assunzioni stagionali sono state 654.498 contro le 615.267 di dodici mesi prima. Le assunzioni in somministrazione sono cresciute, seppure di poco (1.239.526 contro 1.233.094). Su pure le assunzioni con contratto intermittente (612.591 da 567.865). Il saldo è dunque positivo: complessivamente a gennaio 2018 siamo a 7.424.293 nuovi assunti contro i 7.065.033 di dodici mesi prima.

L’Inps ci dà la possibilità anche di fare un raffronto relativamente alle trasformazioni contrattuali per le singole regioni. In Umbria, i rapporti a termine che sono diventati indeterminati sono stati, a gennaio 2018, 503.333, con un fortissimo aumento rispetto a gennaio 2017 (erano stati 287.913). I rapporti stagionali che sono diventati a tempo indeterminato sono stati 5.727 contro 4.014. Abbiamo avuto 9.291 rapporti in somministrazione che si sono trasformati in tempi indeterminati (contro 1.365). E ancora: 8.982 che da intermittenti son stati regolarizzati a tempo indeterminato contro 5.966. I contratti di apprendistato trasformati sono stati 63.192 contro 72.639. Il calo anche gli stagionali trasformati in indeterminati (128 contro 162). I rapporti diventati in somministrazione da apprendistato sono stati 205 da 283. Il numero totale di variazioni contrattuali è stato pari a 590.858 contro 372.342.

C’è poi la sezione che riguarda le cessazioni di rapporti di lavoro. In calo quelle a tempo indeterminato (1.601.880 contro 1.653.065), in aumento quelle a termine (2.812.148 contro 2.552.185), quelle in apprendistato (176.370 contro 154.941), quelle stagionali (647.659 contro 603.865), quelle in somministrazione (1.189.787 da 1.187.402), quelle con contratto intermittente (565.203 contro 447.988). Il totale delle cessazioni è dunque di 6.993.047 contro 6.599.446 di dodici mesi prima.

Infine, troviamo i nuovi rapporti di lavoro occasionale. In questo caso, l’aggiornamento è a dicembre 2018. Abbiamo 20.785 unità lavorative, 5.970.122 di importo lordo totale e 444.409 ore lavorate contro il 2017 che ha questi numeri: 19.560 lavoratori, 6.963.937 di importo lordo totale e 498.411 ore lavorate. Per quel che riguarda il libretto famiglia: nel 2017 2.846 unità lavorative, importo lordo di 586.140 e ore lavorate 53.690; nel 2018 8.012 lavoratori, 1.969.910 l’importo lordo, 176.354 le ore lavorate.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.