Ricostruzione post-sisma: Marini illustra numeri e disegno di legge

Il presidente della Giunta umbra davanti alla Seconda Commissione: "Strumenti urbanistici più snelli, Master Plan per Valnerina"

Ricostruzione post-terremoto, la presidente della Giunta regionale umbra Catiuscia Marini ha parlato davanti alla Seconda Commissione, facendo una stima dei danni e dell’assistenza e presentando il disegno di legge ‘Norme per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici di agosto e ottobre 2016 e successivi’: 10 mila gli edifici che ne hanno avuti (il 45% danni lievi), 7.378 le persone assistite (5.212 in autonoma sistemazione, 1.711 nelle Sae, 173 nei Mapre, 181 in altra tipologia abitativa temporanea, 94 nei container collettivi, 7 in albergo). Sono state finanziate opere per 256 milioni, per 301 interventi eseguiti (183 milioni e 397 mila euro per scuole, dissesti, strade, ospedali, patrimonio residenziale pubblico, 67 milioni e 282 mila euro per edifici di culto). Per quanto riguarda la ricostruzione privata, per danni lievi sono state dichiarate ammesse 628 domande sulle 646 presentate; 214 interventi sono pronti per essere eseguiti o già sono iniziati i lavori. Delle restanti 432 pratiche, il 49% è in istruttoria ai Comuni, il 26% in attesa di istruttoria da parte del professionista incaricato, il 25% in istruttoria nell’Ufficio speciale per la ricostruzione). Per danni pesanti, dichiarate procedibili 47 su 49 domande presentate. Tre di queste sono in grado di iniziare o i lavori sono già cominciati.

E ancora: le donazioni dei privati, da numero solidale, sono di 4 milioni e 825 mila euro. Soldi utilizzati per interventi relativi a centri di comunità (4 milioni), ma pure per dotazioni e apparecchiature per le scuole e per il restauro di beni culturali mobili. Il personale assunto dagli enti locali a tempo determinato è pari a 102 persone su 105 autorizzate. In provincia di Perugia 6 (autorizzati 8), Terni (2). Nei Comuni: Arrone 2, Cascia 17, Cerreto di Spoleto 3, Ferentillo 3, Monteleone 3, Montefranco 2, Norcia 24, Poggiodomo 1, Polino 2, Preci 10, S. Anatolia di Narco 2, Scheggino 2, Sellano 2, Spoleto 13 (autorizzati 14), Vallo di Nera 4. Sono stati effettuati 45 mila controlli su edifici pubblici, chiese e beni culturali, patrimonio edilizio, privato, residenziale e produttivo. Degli edifici verificati nei 5 Comuni più colpiti dal sisma, l’80% a Norcia è inagibile direttamente, il 67% a Cascia, il 65% a Preci, il 58% a Monteleone. Il centro storico di Norcia, al 30 giugno 2018, è stato riaperto al 95%.

Sono stati realizzati sette interventi di delocalizzazione: ristoranti di Norcia, negozi turistici di Cascia e Norcia, attività professionali a Norcia, altre attività commerciali e produttive a Norcia, ristoranti a Castelluccio di Norcia, negozi, caseifici e altre attività a Castelluccio, attività economiche a Preci. Per l’agricoltura e la zootecnia, realizzati 158 moduli per gli animali e 84 come deposito.

Catiuscia Marini ha poi presentato il disegno di legge: si punta allo “sviluppo economico delle aree colpite, alla semplificazione, alla sicurezza reale e percepita, alla qualità dell’edilizia con l’utilizzo di economie innovative, alla prevenzione”. No ai nuovi strumenti urbanistici, si utilizzeranno in modo più snello quelli esistenti. Previsto il Master Plan come strumento strategico per lo sviluppo della Valnerina. Il documento, il prossimo 31 luglio, vedrà impegnata la Commissione e gli ordini professionali, il primo agosto i portatori di interesse. A fine agosto, analisi dell’articolato, tenendo conto di eventuali proposte. Prima di illustrare il dl, Marini ha fatto sapere che il Governo pochi giorni fa ha convertito in legge la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2018, ma non la parte relativa alla struttura commissariale, con il personale degli enti locali, assegnato ai Comuni, che dunque decadrebbe da inizio 2019.

Alessandro Pignatelli

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