Credito alle imprese: Umbria, soffrono quelle piccole e piccolissime

Anche per quanto riguarda la sofferenze bancarie, la regione paga un prezzo alto, più di quella media italiana

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Guardando agli ultimi 9 anni, quindi agli ultimi trimestri prima della crisi, salta agli occhi che il credito a imprese e famiglie produttrici in Umbria ha subito un calo molto meno marcato rispetto alla media nazionale. L’Umbria è la quinta regione italiana – su 20 – per minore stretta del credito alle imprese e alle famiglie produttrici. Meglio solo Trentino Alto Adige (-3%), Campania (-3%), Puglia (-3%) e Toscana (-4,3%).

L’Umbria ha risparmiato 1,795 miliardi dal I trimestre 2008 allo stesso trimestre del 2017, avendo una media di stretta del credito pari al -6% rispetto a quella nazionale molto più alta. Nell’ultimo anno, però, in Umbria come altrove, il credito a imprese e famiglie è sceso ulteriormente. La flessione in regione è stata dell’1,7% (-228 milioni di euro) contro il -2,8% nazionale (la regione peggiore è il Molise, con -8,7%, poi la Sardegna con -6,4%). Anche nell’ultimo anno, l’Umbria è la quinta regione italiane per calo più basso di prestiti a famiglie produttrici e imprese.

Ci sono però alcune differenze da rimarcare. Negli ultimi nove anni, in Umbria i crediti alle imprese si sono contratto del 4,8% (-566 milioni di euro), quelli alle famiglie produttrici del 13,7% (-255 milioni). Stessa tendenza nell’ultimo anno (-1,4% e -3,9%). L’Umbria ha una stretta crediti per le imprese molto inferiore a quella nazionale, mentre quella per le famiglie produttrici è più alta. La ‘botta’, insomma, in Umbria è arrivata principalmente per piccole e piccolissime imprese, che però compongono l’ossatura della zona.

Le sofferenze lorde in Umbria, nel I trimestre 2017, sono state il 17,1% del credito bancario: è la terza percentuale peggiore in Italia (la media nazionale è del 10,9%), quasi il doppio rispetto al Centro (8,8%). Una percentuale così alta di soldi che non rientrano in banca fa sì che gli umbri debbano pagare interessi più alti. Non solo: frena il credito, che porta a una bassa potenzialità di ripresa economica.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.