E45 ancora chiusa, Guglielmi: “Situazione molto difficile”

Il presidente regionale della Figisc Confcommercio: "Problemi non solo per pompe di benzina"

Mentre scriviamo, ancora non si sa se e quando sarà riaperta la E45, dopo il sequestro per motivi di sicurezza del viadotto Puleto. I tecnici Anas non sono convinti e temporeggiano, cercando uno spiraglio per uno sblocco almeno parziale del traffico. Toscana ed Emilia Romagna sono pronte a chiedere lo stato di emergenza nazionale. Pure l’Umbria soffre per questa chiusura prolungata, come ci ha confermato Giulio Guglielmi, vicepresidente della Figisc Confcommercio, maggiore rappresentanza di dei gestori di impianti stradali di carburante, e numero uno della Figisc umbra.

“Il ministro Toninelli ci aveva fatto sapere che si sarebbe interessato direttamente per una riapertura veloce, ma pare che non sarà così. Il Berghereto è in manutenzione da sempre, se Anas deciderà di riaprire, significherà che non ci saranno problemi di sicurezza vista la diligenza con cui hanno sempre operato”.

Restano le forti perdite per i distributori di benzina lungo la tratta: “La E45 è arteria fondamentale per l’Umbria. Ci sono molte strade interne che poi si congiungono con la superstrada. La chiusura sta creando danni pure alle attività collaterali, non solo ai distributori. Due stazioni di servizio hanno già chiuso, altre hanno ridotto il loro orario di lavoro. Tra Città di Castello e San Sepolcro è rimasto solo il traffico locale, che non basta per tirare avanti un’attività”.

Anche quando l’Anas riaprirà totalmente la E45, il traffico non tornerà molto presto alla mole di prima della chiusura: “Prima che i camionisti ricambino abitudini, passeranno almeno altri 30 – 40 giorni”. Insomma, l’emergenza è davvero forte. Insiste, Guglielmi sul fatto che secondo lui quel viadotto non ha problemi strutturali: “Forse saranno più che altro visivi. La chiusura, probabilmente, è stata fatta anche a livello precauzionale perché, dopo ciò che è successo sul Ponte Morandi a Genova, l’Anas ci ha messo ancora più attenzione su tutta l’Umbria”. Come dimostrano i lavori che hanno bloccato o rallentato anche il tratto tra Terni e Perugia per diverso tempo. Critico il presidente: “Sono stati fatti lavori che probabilmente andavano fatti almeno tre – quattro anni prima”.

Infine, Guglielmi precisa che una richiesta di aiuto e di interessamento è arrivato pure alla presidente della Regione Catiuscia Marini e all’assessore Paparelli. Insomma, che tutti gli amministratori s’impegnino per superare l’emergenza di una E45 che, da molti, prima della chiusura del viadotto Puleto, veniva utilizzata in luogo dell’autostrada, essendo anche conveniente a livello economico.

Alessandro Pignatelli

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