Cresce il settore pesca in Sardegna

Gli ultimi dati statistici evidenziano una forte crescita del settore pesca in Sardegna: nel 2017 le importazioni del settore sono state pari a 76 milioni di euro

settore pesca

Da un punto di vista geografico e ambientale si è fatto riferimento alla pubblicazione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) “Lo stato della pesca e dell’acquacoltura nei mari italiani” redatta nel 2011. La Sardegna è inserita nella sub-area statistica FAO 37.1.3 ed è caratterizzata dalla presenza di coste non omogenee da un punto di vista morfologico, dominate dall’alternarsi di lunghi tratti sabbiosi, rocce e scogliere.

Una prima analisi sui principali indicatori per la valutazione quantitativa e qualitativa della flotta peschereccia in Sardegna ha evidenziato l’esistenza di un trend decrescente, comune all’intero panorama nazionale e alla quasi totalità delle flotte attive nei diversi Paesi del Mediterraneo, in termini di consistenza, di stazza e di lunghezza media dei battelli. L’adozione di politiche gestionali che mirano al controllo ed alla riduzione della capacità di pesca, ispirate da motivazioni di carattere ambientale, e l’aumento dei costi produttivi, primo fra tutti il carburante, hanno favorito la riduzione della capacità produttiva mediante la cancellazione di imbarcazioni di grandi dimensioni. Alle ridotte dimensioni della flotta corrisponde in genere una capacità di spostamento limitata, segnale inequivocabile di un comparto della pesca locale quasi interamente improntato su sistemi inquadrati nella piccola pesca (oltre il 70% degli strumenti di pesca sono rappresentati da palamiti).

Il sistema imprenditoriale della filiera della pesca include anche le imprese attive nei settori della lavorazione del pesce e del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti ittici. I dati riportati nell’infografica, oltre a mostrare una netta prevalenza delle attività di commercializzazione di pesci, crostacei e molluschi, evidenzia una netta crescita delle attività legate all’acquacoltura e alla lavorazione e conservazione di prodotti ittici mediante surgelamento e salatura. Queste ultime, inquadrate nel settore manifatturiero, sono rappresentate principalmente da imprese con forme giuridiche complesse e strutturate, elemento distintivo che spiega la netta differenza della media di addetti per impresa rispetto agli altri settori.

L’ultima analisi presente nell’infografica ha riguardato l’interscambio commerciale. Le importazioni del settore ittico in Sardegna, nel 2017, sono state pari a oltre 76 milioni di euro, a fronte di un valore di prodotti esportati di soli 6,7 milioni euro. Si registra nel settore un’elevata incidenza dei “prodotti lavorati e conservati”, che costituiscono oltre l’80% del prodotto importato e la metà di quello esportato. L’area principale di interscambio è rappresentato dal continente europeo che, con oltre 34 milioni di euro rappresenta il 41% del totale, seguono i paesi asiatici con oltre 22 milioni (27%) e i paesi africani con un valore di poco superiore a 14 milioni di euro (17%).

Redazione

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