Coldiretti Umbria: il Manifesto politico da presentare ai politici

Questa settimana gli incontri in vista delle elezioni. Cinque le proposte: dal ministero del Cibo all'etichettatura su tutti i prodotti alimentari

Iniziano questa settimana gli incontri di Coldiretti Umbria con le forze politiche per presentare proposte in vista del post-elezioni del 4 marzo. Si va dall’etichettatura d’origine su tutti i prodotti alimentari all’istituzione del ministero del Cibo, dalle semplificazione per le imprese agricole alla fine del segreto sulle importazioni, fino alla nuova legge sui reati agroalimentari. E’ un vero e proprio Manifesto politico, composto da cinque richieste.

“Sono cinque interventi a costo zero, da esaurire nei primi 100 giorni di Governo, che puntano a salvaguardare le imprese agricole italiane, eliminando le storture della filiera e rendendo più trasparenti i mercati e le pratiche commerciali e produttive”. Naturalmente, nel corso degli incontri con le forze politiche, l’altro obiettivo sarà ascoltare e valutare i vari programmi. Ed elencare gli attuali problemi in Umbria: ritardi nei pagamenti comunitari agli agricoltori, i danni della fauna selvatica alle imprese, le conseguente del terremoto.

Coldiretti Umbria chiede al prossimo Governo di estendere l’obbligo di etichetta d’origine a tutti i prodotti in commercio, “difendendo nello stesso tempo i decreti nazionali su latte e formaggi, grano e pasta, riso, derivati del pomodoro, anche a costo di agire in regime d’infrazione se il regolamento relativo all’indicazione di origine dell’ingrediente cui sta lavorando la Commissione europea dovesse tendere a sovvertire gli orientamenti e le norme approvati dall’Italia”.

La semplificazione burocratica per le imprese agricole: “Uno dei principali malesseri e un ostacolo competitivo. La semplificazione sarà possibile solo valorizzando, secondo i principi di sussidiarietà, il ruolo esemplificativo dei Centri di Assistenza Agricola, in rapporto diretto con le imprese. Anche in Umbria è il momento che la Regione dimostri disponibilità e lungimiranza sul ruolo proattivo dei Cca nel processo di razionalizzazione amministrativa del settore agricolo, con un non più procrastinabile cambio di marcia che porti a una efficace attuazione della normativa regionale in materia”.

Alessandro Pignatelli

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