Ces Las Vegas, riscontri positivi per le startup sarde

Consensi e risultati positivi per le sette startup innovative presenti al Ces di Las Vegas

Riscontri positivi e ottimi consensi per le sette startup innovative sarde presenti al Ces di Las Vegas, la fiera dell’Hi-Tech più importante del mondo, andata in scena di recente. La delegazione isolana, ospitata nello stand della Regione grazie al Programma per l’internazionalizzazione dell’assessorato regionale dell’Industria in collaborazione con l’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha suscitato l’interesse di pubblico e addetti ai lavori. Quella sarda era delle più consistenti componenti della pattuglia di imprese italiane e sbarcava per la prima volta a Las Vegas con un carico di dispositivi altamente tecnologici, dalle mattonelle che producono energia a congegni di realtà aumentata per bambini, passando per sofisticati joystick da utilizzare nei videogiochi.

Si tratta di idee e progetti nati e sviluppati da giovani imprenditori che nell’isola possono contare su incubatori pubblici e privati attivi ormai da molti anni. Un settore su cui il governo regionale negli ultimi tre anni ha puntato molto, soprattutto in termini di promozione, attraverso il sostegno economico mirato ed efficaci politiche di internazionalizzazione, che iniziano a dare i primi risultati. Il Programma triennale per l’export, aggiornato al 2018-2020, il raccordo col Programma Export Sud II e la rafforzata collaborazione con Ice e Ministero dello Sviluppo economico hanno permesso a molte aziende dell’agroalimentare di intraprendere nuove rotte commerciali oltre i confini nazionali e alle imprese dell’Ict, che nell’isola ha numeri significativi, di farsi conoscere all’estero e di aprirsi a nuovi investitori.

Delle sette startup presenti a Las Vegas, quattro sono di Cagliari, due di Sassari e una di Lanusei. Autentico, società cagliaritana che produce software, ha portato al Ces un sistema innovativo di etichettatura certificata anti frode. Veranu, già vincitrice di numerosi premi, ha portato negli Usa la mattonella che produce energia. Resta nell’ambito energetio la pensata della startup ogliastrina Life Tree: un albero tecnologico in grado di sfruttare l’energia del sole e trasformare l’aria in acqua. Arriva da Cagliari la Bautiful, che produce il Bautiful Box per controllare e intrattenere da remoto gli animali domestici. Il controllo a distanza è anche il fulcro dell’idea della sassarese Lifley, che ha inventato un sistema per il monitoraggio e la cura a distanza delle piante da appartamento. A Las Vegas sono stati presentati anche i Super Poteri ideati dalla Brave Potions, grazie ai quali i bambini riescono a vincere la paura di medici e dentisti. Infine, la start up sassarese Cube Controls ha presentato una linea innovativa di joystick per giochi elettronici.

«La partecipazione al Ces di Las Vegas è un ottimo punto di partenza per le start up innovative sarde», dice il presidente della Regione, Francesco Pigliaru. «Dall’esperienza di Las Vegas come da quelle di Singapore e Los Angeles e altre che seguiranno durante il 2018, le imprese trarranno nuovi stimoli per consolidare i loro progetti e continuare a farsi strada in un mercato difficile e in continuo mutamento», prosegue Pigliaru. «Il fatto che la nostra delegazione fosse la più numerosa d’Italia conferma che in Sardegna ci sono le condizioni per sviluppare questo tipo di attività imprenditoriali», sottolinea. «Abbiamo giovani talenti con idee e progetti in grado di riscuotere l’interesse ai massimi livelli, e vogliamo che restino in Sardegna e diano un aiuto fondamentale allo sviluppo dell’isola», è la sua conclusione.

«Nel Programma di Internazionalizzazione abbiamo puntato molto sull’Ict perché la Sardegna ha una storia importante nel settore dell’innovazione e della tecnologia», commenta l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras. «Si è creato un clima ideale per un vero e proprio distretto, con aziende grandi che hanno fatto da traino, startup che hanno continuato a innovare, le università che contribuiscono ad aumentare sempre più le competenze e la capacità di innovazione», è la convinzione dell’assessora. «Non è un caso che imprese leader del settore abbiano deciso di investire e fare ricerca e sviluppo in Sardegna – aggiunge Maria Grazia Piras – per non disperdere quel patrimonio di competenze e fervore imprenditoriale abbiamo formato export manager, abbiamo finanziato piani export e investimenti produttivi e adesso abbiamo realizzato una missione entusiasmante». D’altronde, è la sua ultima riflessione, «non ci stupisce che le nostre imprese hi tech abbiano suscitato interesse a livello internazionale, perché accade sempre». Ecco perché la Regione sente di avere «il compito di aiutarle a partecipare a questi eventi».

Redazione

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