Fertitecnica Colfiorito: di nuovo tra le 100 aziende che ispirano l’Europa

E' il secondo anno consecutivo che l'azienda umbra viene inserita in graduatoria come pmi più dinamica e in crescita

L’azienda umbra Fertitecnica Colfiorito è stata inserita, per il secondo anno consecutivo, tra le 1000 aziende che ispirano l’Europa dalla London Stock Exchange Group. Si tratta di una classifica che, ogni anno, individua le piccole e medie più dinamiche, in crescita e ad alto potenziale di sviluppo in tutta Europa.

Un riconoscimento importante, una conferma, per l’azienda di Colfiorito, fondata nel 1984 dalla famiglia Mattioni e leader nel mercato del confezionamento e nella commercializzazione di legumi, cereali, semi e spezie. Il Gruppo è sugli scaffali di tutta la Grande Distribuzione italiana e in alcune catene internazionali; negli ultimi anni, ha avviato una politica di espansione con investimenti in innovazione tecnologica e in ricerca e sviluppo, con risultati positivi in termini di fatturato e di lavoro. Attualmente, sono 135 i dipendenti con un notevole incremento negli ultimi due anni che arrivano sempre dal territorio, come operai diplomati o laureati.

Dal 2014, il fatturato aumenta sempre in doppia cifra, il 2016 si è chiuso a 40 milioni di euro. Ivano Mattioni, presidente nonché fondatore di Fertitecnica Colfiorito, spiega: “Abbiamo compreso da tempo che l’innovazione è un passaggio indispensabile anche per un’azienda legata a produzioni tradizionali. Noi coniughiamo questa con l’innovazione, rispondendo ai cambiamenti del mercato”.

Così è stato commissionato a Lexis, primaria società che conduce ricerche di mercato, un’indagine su un campione significativo di consumatori ed è emerso che il marchio Colfiorito è riconosciuto a livello nazionale ed è associato a valori come naturalità, familiarità, affidabilità, cura e competenza, nonché imprenditorialità, modernità e sensibilità a nuove tendenze e bisogni. “Il 2018 sarà un anno cardine per rafforzare la popolarità del marchio e il suo ruolo di leader di mercato”.

La mission è venire riconosciuti come nutritional coach dai consumatori. Proprio per restare fedeli a questi principi sono state proposte nuove linee di prodotto dove salutismo e qualità coesistono con la ricerca alimentare. Dice Alessio Miliani, direttore operativo: “Per noi l’innovazione è una costellazione di progetti, idee e prodotti che tengono insieme particelle del passato (tradizione, eticità, filiera di valore e territorio) con frammenti di futuro (cibi più smart, sostenibilità ambientale, sensorialità, nutrigenomica). Nei nostri prodotti, infatti, abbiniamo benessere e scienza così che i nostri consumatori abbiano la consapevolezza di ciò che mangiano, scegliendoci per la qualità che noi proponiamo”.

Il vice presidente dell’azienda, Luca Mattioni, aggiunge: “Il percorso di innovazione si è sviluppato anche grazie a una collaborazione costante con gli atenei e gli istituti universitari italiani. Con l’università di Milano è stato installato un sofisticato impianto di disinfestazione ecologica delle materie prime. Dal 2016 siamo anche al fianco della Fao su progetti che riguardano la produzione di legumi nei Paesi in via di sviluppo”. Nel 2017, l’azienda umbra è stata la prima in Italia a sottoscrivere un protocollo d’intesa con la Fao per il sostegno di cooperative agricole dei Paesi in via di sviluppo. Accordo che è stato citato dalla Fao, insieme ad aziende private del calibro di Unilever, Mars, Autogrill e Google, nel rapporto redatto dalla divisione Partnerships and South-South Cooperation come esempio nell’implementazione del Programma strategico che ha l’obiettivo di contribuire all’eradicazione della fame, dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione e di consentire sistemi agricoli e alimentari più incisivi ed efficienti”.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.