Cgil – Cisl – Uil: “L’amianto uccide ancora in Umbria”

Conferenza stampa delle sigle sindacali: "Ci sono stati 96 morti per mesotelioma tra il 2011 e il 2015. E non siamo ancora al picco"

Cgil, Cisl e Uil rilanciano l’allarme amianto in Umbria: “Continua a uccidere anche in Umbria, sono 96 le morti solo da mesotelioma registrate nella nostra regione tra il 2011 e il 2015. E, secondo stime dell’Oms, il picco si avrà nei prossimi anni”.

I sindacati lanciano l’allarme a due anni di distanza dal varo della piattaforma regionale. E chiedono interventi in grado di monitorare adeguatamente la situazione, per poi procedere a una bonifica che potrebbe anche rappresentare una grande occasione per creare lavoro di qualità. L’argomento è stato trattato oggi in conferenza stampa da Vasco Cajarelli (Cgil), Riccardo Marcelli (Cisl) e Francesca Fiorucci (Uil).

L’appello è per un finanziamento, già nella legge di Bilancio 2018 – 2020, del Piano nazionale amianto. “A 25 anni dal bando all’amianto in Italia, è stata bonificata meno del 20% della materia presente e, anche in Umbria, le bonifiche – dagli ultimi dati disponibili, procedono a rilento”. L’ultimo censimento dell’Arpa è del 2009, sulla base di autocertificazioni (“Il che ci fa pensare a un dato fortemente sottostimato”), parlava di un’Umbria con ancora 16 siti industriali con presenza di amianto. E poi: 117 edifici pubblici e 428 edifici privati.

“C’è poi il problema delle tubature degli acquedotti, che in parte sono ancora in cemento – amianto, la cui bonifica rappresenterebbe un’occasione straordinaria per la declinazione nei fatti di un nuovo modello di sviluppo per l’Umbria”. Sotto il profilo sanitario, servirebbe poi il finanziamento per il potenziamento dei Cor, i Centri Organizzativi Regionali, per contrastare meglio i tumori professionali.

Ancora le tre sigle sindacali sullo smaltimento dell’amianto presente: “Necessaria la creazione di un albo delle imprese autorizzate, a partire da quelle a controllo pubblico già attive nel ciclo dei rifiuti, al fine di evitare fenomeni di mancato rispetto delle regole o di vera e propria illegalità in un settore così delicato da un punto di vista ambientale”.

Un piccolo spazio, i sindacati, lo hanno riservato pure alle pensioni dei lavoratori umbri che hanno subito esposizione all’amianto nella loro carriera lavorativa: “I periodo aggiuntivi per l’accesso alla pensione, dovuti all’esposizione all’amianto, dovrebbero essere sempre cumulabili ad altre forme di agevolazione di accesso alla pensione”, in quanto gli esposti all’amianto hanno un’aspettativa di vita di 64 anni (dati Renam, Registro nazionale mesotelioma) contro gli 80 medi. I sindacati chiedono, infine, che “per tutti i lavoratori che al 2003 erano ancora esposti all’amianto vengano riaperti i termini per la presentazione delle domande entro il 30 giugno 2018 per il riconoscimento dell’intervenuta esposizione all’amianto”.

Alessandro Pignatelli

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