Tartufo: Coldiretti Umbria plaude al sequestro di carico romeno

Business da mezzo miliardo di euro per i tartuficoltori locali, 'Cultura del tartufo' candidata a bene immateriale dell'Unesco

Proprio nel giorno in cui la ‘Cultura del tartufo’ viene candidata a bene immateriale dell’Unesco, Coldiretti Umbria chiede a tutti di mantenere alta la guardia in concomitanza con l’aumento di tartufo proveniente da oltre confine. Molte, infatti, potrebbero essere le violazioni in grado di danneggiare non solo i tartuficoltori locali, ma anche i consumatori.

Coldiretti commenta positivamente il sequestro di 20 chili di tartufo provenienti dalla Romania, con destinazione finale l’Umbria, da parte della guardia di finanza di Palmanova, nell’Udinese, per violazione della normativa europea in materia di tracciabilità dei prodotti alimentari. L’associazione ricorda: “La raccolta di tartufo, in Italia, coinvolge decine di migliaia di raccoglitori, impegnati a rifornire negozi e ristoranti. La ricerca dei tartufi, praticata già dai Sumeri, svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive, dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per le comunità locali”.

Aggiunge Coldiretti: “La candidatura della Cultura del tartufo a bene immateriale dell’umanità di Unesco è un passo importante per difendere un sistema segnato da uno speciale rapporto con la natura, in un rito ricco di aspetti antropologici e culturali che sviluppa, nei territori vocati, un business stimato in oltre mezzo miliardo di euro. Il via libera all’unanimità della Commissione italiana per l’Unesco della candidatura è positivo anche come sostegno a Norcia e alle altre aree del sisma”.

La vicinanza delle istituzioni era stata ben rappresentata, lo scorso 24 febbraio, dalla presenza del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, all’inaugurazione della Fiera del Tartufo: “E’ un veicolo importante per rilanciare il turismo nelle zone del terremoto. La richiesta di candidare a bene immateriale vivente da proteggere le ‘Pratiche e conoscenze della cultura del tartufo’ è sostenuta dalle 54 città italiane del tartufo, di 14 regioni lungo tutto lo stivale, insieme alle associazioni interessate”.

Alessandro Pignatelli

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