Infortuni sul lavoro. Il bilancio dell’Inail

Luci e ombre per la sicurezza dei lavoratori

È un capitolo triste della storia economica italiana, ma non deve essere mai sottaciuto: si tratta degli infortuni sul lavoro. Nel 2015, secondo i dati aggiornati dell’Inail, le denunce di infortuni sono state 632.000. Una cifra molto alta, ma che ha segnato un -3,9% rispetto agli infortuni nell’anno precedente. Aumentano invece i casi di morti sul lavoro: 1.246 nel 2015, 94 in più rispetto al 2014.

I dati vanno anche ad analizzare la situazione nello specifico. Si scopre ad esempio che delle 632.000 denunce, quelle riconosciute come avvenute sul luogo di lavoro sono state molte meno, 416.000, e circa il 20% di queste riguardano fatti successi nel percorso casa-lavoro.

Un altro dato preoccupante riguarda le malattie, in crescita. Nel 2015 sono 59.000, non tutte gravi ma sicuramente degne di attenzione. Tra queste le più diffuse sono il mal di schiena e le malattie del sistema nervoso.

Un ultimo elemento piuttosto inquietante è dato dai controlli effettuati dall’Inail. I suoi ispettori nel 2015 hanno visitato oltre 20.000 aziende. Nell’87% di queste sono risultate delle irregolarità, tra cui la presenza di lavoratori in nero o di situazioni contrattuali non chiare (61.000 unità).

Per quanto riguarda i primi dati del 2016 (consultabili sul sito www.inail.it come open data), nel primo trimestre le denunce di infortunio sono state 152.000, con un calo dello 0,8 rispetto al trimestre 2015. Nel quinquennio 2010-2015, le denunce sono comunque complessivamente diminuite del 23,9%.

Redazione