Puglia, caldo e siccità rallentano la stagione dei tartufi

Mancano piogge e umidità: raccolti in calo e qualità compromessa nelle aree vocate della regione

La stagione del tartufo in Puglia fatica a partire a causa del protrarsi della siccità e delle temperature insolitamente elevate. Lo segnala Coldiretti Puglia, evidenziando come la scarsità di piogge e l’umidità insufficiente stiano penalizzando le aree tartufigene del territorio, tra cui i Monti Dauni, il Gargano, le Murge nord-occidentali e sud-orientali, la Valle d’Itria, l’Arco Jonico e il Salento.

Le condizioni climatiche avverse hanno già ridotto i raccolti di ottobre, e anche per novembre le previsioni restano incerte. L’assenza di piogge ha infatti impedito lo sviluppo ottimale del Tuber magnatum, il pregiato tartufo bianco noto per l’intensità del profumo e la sua consistenza carnosa, che necessita di terreni umidi e ben drenati per esprimere al meglio le proprie qualità organolettiche.

Nelle zone più favorevoli del nord della Puglia, dove il tartufo si sviluppa lungo alvei e corsi d’acqua, tra pioppi, salici e olmi, le quotazioni al chilo raggiungono circa 3.800 euro per il tartufo bianco e 600 euro per il nero uncinato. Tuttavia, la resa complessiva resta bassa, con i raccoglitori che faticano a trovare esemplari di qualità.

“Il tartufo è un fungo ipogeo – ricorda Coldiretti – che vive in simbiosi con le radici di alberi come pino, leccio, sughera e quercia, da cui assorbe sali minerali e acqua”. Le sue caratteristiche variano in base alla tipologia di pianta ospite, mentre la forma del corpo fruttifero è influenzata dalla composizione del suolo: tende a essere liscio nei terreni soffici e più nodoso nei suoli compatti.

Oltre all’impatto ambientale, la scarsa produzione tartufigena ha ricadute economiche e sociali importanti, soprattutto per le comunità delle aree interne e boschive, dove la raccolta del tartufo rappresenta una fonte integrativa di reddito e un volano per il turismo enogastronomico.

Le fiere, le sagre e i mercati di Campagna Amica organizzati da Coldiretti restano occasioni cruciali per promuovere e valorizzare i tartufi locali, permettendo al pubblico di conoscerli e degustarli nelle condizioni migliori e a prezzi competitivi.

Il tartufo, prodotto pregiato sin dai tempi dei Sumeri, è apprezzato anche per le sue presunte proprietà afrodisiache e trova ampio spazio in cucina, soprattutto nella sua versione bianca, che va consumata rigorosamente a crudo per esaltarne aroma e intensità. Piatti come taglierini al burro, fondute e risotti rappresentano le preparazioni ideali, da accompagnare con vini rossi strutturati.

Ora l’attenzione è rivolta alle prossime settimane, nella speranza che le piogge possano finalmente riportare condizioni favorevoli alla crescita del tartufo e salvare una stagione finora compromessa.

Redazione

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