Siccità, Parmigiani mette in guardia sui pericoli per ambiente ed economia

Giovanna Parmigiani, piacentina componente della giunta nazionale di Confagricoltura, è intervenuta al convegno organizzato alla Camera dei Deputati nella Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità. Parmigiani ha messo in guardia sulla siccità dilagante: “senza suolo fertile non c’è vita, e i dati attuali sulla siccità sono impressionanti. In una situazione che è già di grande incertezza sul piano economico, rischiamo di perdere produzioni, reddito, posti di lavoro”. Parmigiani ha sottolineato che “altrettanto impressionante è il ritardo che è stato accumulato nel risolvere problemi di portata pluriennale e via via aggravati dal cambiamento climatico. Oltre il 40% dell’acqua immessa viene dispersa nella rete idrica nazionale e l’acqua piovana viene captata solo per il 10%. Oggi abbiamo a disposizione i fondi straordinari del PNRR, ma occorre un vero cambio di passo rispetto al passato, perché le scadenze fissate dalla normativa europea sono ristrette. E si procede per stati certificati di avanzamento: i ritardi sarebbero pagati a caro prezzo dagli agricoltori”.

All’emergenza attuale si sommano i danni sulla fertilità dei suoli che, secondo l’Ispra, riguardano circa il 28% della Penisola, principalmente al Sud, dove in alcuni casi superano il 40% delle superfici. Negli ultimi 20 anni la siccità ha provocato danni all’agricoltura italiana per oltre 15 miliardi di euro, il 50% dei quali concentrato in Puglia, Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna. “Occorre gestire l’emergenza accertando le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità naturale e attivando tutte le possibili iniziative in modo coordinato per salvaguardare le produzioni agricole”. Bisogna poi lavorare alla diffusione delle innovazioni tecnologiche in grado di salvaguardare il potenziale produttivo, con una minore pressione sulle risorse naturali. Da anni Confagricoltura ha avviato una stretta collaborazione con l’Ambasciata di Israele, per far conoscere alle nostre imprese le migliori e più avanzate tecnologie che consentono di risparmiare il fabbisogno di acqua nei processi di produzione”.

La Confederazione sollecita inoltre l’avvio degli interventi infrastrutturali, già finanziati e in avanzato iter procedurale, ma anche la realizzazione di nuovi invasi necessari a rispondere alle richieste dei territori. “Agli imprenditori agricoli viene chiesto di far fronte all’ulteriore richiesta di cibo per evitare una crisi alimentare di vaste dimensioni, tuttavia senza acqua non è possibile coltivare e rispondere a questa necessità”. Alla voce di Confagricoltura Nazionale si unisce quella del presidente di Confagricoltura Piacenza, Filippo Gasparini, che chiede interventi emergenziali e la dichiarazione di stato di calamità naturale. “Nel caso piacentino – ribadisce Gasparini – le priorità sono facili da individuare: serve un piano di trattenimento dell’acqua in montagna, avviare una stagione delle opere per realizzare le dighe che ancora oggi mancano al nostro territorio”. In tal modo si favorirebbe lo sviluppo di energia idroelettrica, fonte inesauribile e verde per eccellenza perché passiva. Le dighe sono un asset per lo sviluppo turistico delle vallate.

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