Servono misure di accompagnare le imprese in questa fase di grande crisi: le Regioni spingono Governo ed Unione Europea a fare passi importanti per superare le conseguenze della crisi ucraina.

Problemi purtroppo giร  noti, con crisi che si susseguono una allโ€™altra. E per questo che vanno prese misure importanti da parte dellโ€™Italia e dellโ€™Unione Europea perchรฉ si verifichi un contenimento dei costi energetici, liquiditร  delle imprese, nuovi sbocchi di mercato per lโ€™export e ristori per le perdite di fatturato, sostegno al reddito dei lavoratori. Sono le โ€œprime proposteโ€ della Commissione sviluppo economico della Conferenza delle Regioni per fronteggiare le ricadute economiche del conflitto in Ucraina sul sistema produttivo nazionale, illustrate al gruppo di lavoro da Mirco Carloni, in qualitร  di coordinatore della Commissione. La task force ministeriale รจ presieduta dal ministro Giancarlo Giorgetti e coordinata dal dirigente del Mise Amedeo Teti. โ€œAbbiamo raccolto le richieste che vengono da territorio, dalla Camera di Commercio, dalle Associazioni e dalle imprese che stanno giร  soffrendo per le ricadute internazionali della crisi in atto – ha riferito Carloni – Al Governo nazionale e allโ€™Unione europea chiediamo di adottare misure che non siano solo di ristoro, ma foriere di una nuova ripartenza e capaci di delineare una nuova politica industriale meno dipendente dallโ€™instabilitร  del quadro internazionaleโ€. Il potenziale impatto negativo sul sistema delle imprese italiane โ€“ viene evidenziato nel documento delle Regioni – si stima attorno a 9,9 miliardi di euro, corrispondente allโ€™export 2021 verso Russia e Ucraina. Dopo le gravi difficoltร  finanziarie del 2008-2010 e quella pandemica, il sistema produttivo รจ nuovamente messo a dura prova dal conflitto in corso, compromettendo il recupero del Pil (Prodotto interno lordo) antecedente queste crisi. รˆ necessario โ€œche Governo e Regioni intervengano rapidamente, affrontando, in unโ€™ottica di leale collaborazione, le diverse criticitร  che stanno danneggiando seriamente il Made in Italyโ€. Va individuata โ€œuna strategia condivisa e coordinata che porti allโ€™emanazione di uno o piรน provvedimenti urgenti per la salvaguardia delle nostre impreseโ€. Il documento presentato alla task force entra nel dettaglio, proponendo di estendere e integrare il regime straordinario derogatorio degli aiuti di Stato allโ€™economia (Temporary framework). รˆ indispensabile anche rivedere la programmazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per riorientare le misure e le risorse โ€œverso obiettivi piรน funzionali allโ€™interesse attuale del Paese, quali il sostegno dellโ€™occupazione e il rilancio dellโ€™economiaโ€. Sotto questo profilo la Commissione propone di delineare โ€œmisure finalizzate ad assicurare alle imprese la continuitร  produttiva, poichรฉ, in questa fase di ripresa economica, che vede il picco di ordinativi, il configurarsi di un rallentamento o di un blocco delle produzioni, con la conseguente necessitร  del ricorso agli ammortizzatori, a causa del costo elevato dellโ€™energia e delle strozzature negli approvvigionamenti delle materie prime, potrebbe compromettere la sopravvivenza stessa delle imprese sui mercati. Pertanto, sarร  necessario pervenire a un tetto al costo dellโ€™energia, vigilando sulle speculazioni dei prezzi causate dalle incertezze dei mercati; monitorare e valutare i contraccolpi del conflitto sulle filiere e sui prezzi delle materie prime per definire, a livello nazionale, delle strategie di diversificazione negli approvvigionamenti, nonchรฉ considerare le criticitร  legate alla necessaria riconversione di interi settori produttiviโ€. Sintetizzando tutte le proposte formulate alla task force ministeriale, la Commissione suggerisce di intervenire sul contenimento dei costi attraverso la riforma della spesa energetica (tra le misure indicate: eliminazione delle accise sui prodotti energetici, la sospensione o il rinvio dei nuovi oneri in bolletta, il credito di imposta sullโ€™energia, contenimento del costo del gasolio professionale, rateizzazione delle bollette); lโ€™incentivazione delle rinnovabili e semplificazione del percorso autorizzativo; aumento della produzione di gas naturale, diversificazione delle fonti energetiche; riattivazione delle centrali elettriche a carbon fossile. Altri interventi riguardano la moratoria del credito, la liquiditร  delle imprese, sostegno allโ€™internazionalizzazione, proroga del quadro temporaneo degli aiuti di Stato, sostegno al reddito dei lavoratori e revisione del Patto di stabilitร  in ambito europeo.

Redazione

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